Chi ne avrà ancora per parecchi mesi è Holger Rune. Incappato nella rottura del tendine d’Achille a metà ottobre durante la semifinale di Stoccolma contro Humbert, l’ex numero 4 del ranking Atp ha mosso a dicembre i suoi primi passi senza tutore, arrivando a mettere già piede in campo con il chiaro obiettivo di forzare i tempi per rientrare quanto prima a competere nel circuito. Pur con la consapevolezza di quanto sia lungo il processo per tornare ad avere una condizione ottimale, il danese si sta mostrando particolarmente attivo – anche sui propri canali social – con una serie di allenamenti statici, necessari più che altro per non perdere il feeling con le attrezzature e mantenere allenata la spalla. “Sto facendo anche molti esercizi per rafforzare il tendine e accelerare la guarigione – ha spiegato Rune a L’Equipe -. Adoro giocare a tennis, continuare ad allenarmi anche in queste condizioni è fondamentale per evitare di incappare in altri problemi al momento del mio rientro nel tour”. Attualmente numero 15 del mondo, Rune sarà fermo per tutta la prima metà della stagione: è plausibile un suo graduale ritorno a partire da fine luglio o inizio agosto, in corrispondenza dei tornei di preparazione agli Us Open.
Oltre a Draper e Rune, un altro giocatore che non avrà modo di mettersi in mostra nella tournée australiana è Arthur Fils. Il talentuoso 21enne francese, arrivato tra i primi quindici del mondo nel mese di aprile, sta convivendo da oltre sei mesi con un fastidio alla schiena che, dopo averlo costretto al forfait al terzo turno del Roland Garros, gli ha concesso una mini-tregua soltanto per il Masters 1000 di Toronto, obbligandolo poi a chiudere definitivamente la stagione per una nuova ricaduta. “Non voglio forzare i tempi – ha spiegato Fils al momento dell’annuncio del ritiro dagli Australian Open – perché ho altri 10-15 anni di carriera davanti a me. La schiena sta migliorando, ma non mi sento ancora al 100%”.
C’è chi è ancora in infermeria e chi, invece, è riuscito a riprendersi in tempo per l’inizio della nuova stagione, lasciandosi alle spalle un lungo calvario. Il caso più eclatante è quello del polacco Hubert Hurkacz, che non giocava un match ufficiale dal torneo di ‘s-Hertogenbosch e si è rivisto in questi giorni – in forma smagliante – alla United Cup, dove ha esordito con un convincente successo in due set su Alexander Zverev. Un nuovo infortunio al ginocchio, con tanto di seconda operazione, lo ha tenuto fuori per più di sei mesi, facendolo scivolare oltre l’ottantesima posizione della classifica Atp: rientrato al top della condizione, il nativo di Breslavia rappresenta una mina vagante agli Australian Open, dove raggiunse i quarti di finale nel 2024.
La United Cup ha sancito anche il rientro alle competizioni di Stefanos Tsitsipas, fermo da metà settembre dopo la sfida di Coppa Davis contro il Brasile, mentre il torneo di Brisbane ha riaccolto nel circuito Grigor Dimitrov. Il bulgaro, messo ko da un infortunio ai pettorali a Wimbledon mentre si trovava avanti di due set con Sinner e poi costretto al ritiro anche a Parigi-Bercy, è ripartito con un’agevole vittoria su Pablo Carreno Busta che testimonia la sua chiara volontà di restare per un’altra stagione ai piani alti. Dal 34enne di Haskovo, per tre volte semifinalista Slam, ci si attendono – condizioni fisiche permettendo – conferme nelle principali tappe del circuito, dopo gli ottimi traguardi raggiunti nel 2025 soprattutto a livello di Masters 1000.
L’abbraccio tra Sinner e Dimitrov dopo l’infortunio del bulgaro a Wimbledon (Getty Images)