Domenica 4 gennaio 2026 è stata una giornata da record per il ciclocross. E questa volta il primato in questione non è quello legato alle vittorie consecutive di Mathieu van der Poel (che comunque continuano, dato il trionfo completato dall’iridato in carica…), ma ai dati riguardanti il pubblico presente a Zonhoven (Belgio). Uno dei tracciati più caratteristici della scena ciclistica invernale ha infatti raccolto, per la tappa di Coppa del Mondo lì organizzata, un numero complessivo di spettatori mai visto prima in una gara di ciclocross: secondo gli organizzatori, ovvero l’agenzia Flanders Classics, nel momento di massimo afflusso c’erano ventimila spettatori a bordo percorso.

Una cifra davvero notevole: “Abbiamo accolto un numero record prima di appassionati – le parole di Tomas Van Den Spiegel, direttore generale di Flanders Classics – Mai prima di oggi 20mila spettatori avevano raggiunto la ‘Buca’ (il nome con cui è noto il percorso di Zonhoven, ‘De Kuil’ in fiammingo – ndr). Noi, sapendo che questo è uno dei posti più popolari per il ciclocross, abbiamo aggiunto alcune peculiarità all’intrattenimento del pubblico durante la giornata”.

Van Den Spiegel ci tiene anche a ringraziare “l’amministrazione comunale di Zonhoven, per la sua efficacissima collaborazione, messa in atto in modo che l’afflusso di così tante persone si svolgesse senza problemi, nonostante le condizioni invernali insolite in cui ci siamo trovati”. L’organizzazione ha ovviamente di che essere contenta, soprattutto pensando agli introiti dovuti alla vendita dei biglietti per l’accesso al percorso (posto unico, 20,5 euro se comprati in prevendita o 25 euro se acquistati il giorno della gara).

Di certo, per il ciclocross le ultime giornate sono state un bel “traino” in chiave candidatura per l’ingresso nel programma dei Giochi Olimpici. Presenza della neve a parte (che comunque ha avuto un certo impatto scenico, sono andate in scena gare di una disciplina che sa attrarre spettatori e che sa offrire un grande spettacolo, anche dal punto di vista televisivo. I paragoni vanno ovviamente sempre circostanzati, ma il confronto con che quello che si è visto, proprio nelle stesse giornate, durante alcune gare di sci nordico rientranti nel circuito del Tour de Ski, è impietoso per lo sport più “nevoso” dei due.