Machado ha rivolto, nel frattempo, molte critiche alla neo-eletta presidente ad interim Delcy Rodríguez (ed ex vicepresidente dal 2018), dipingendola come «una delle principali artefici della tortura, della persecuzione, della corruzione e del narcotraffico». Si auspica libere elezioni, ma Trump ha fatto sapere che non crede ci saranno almeno nei prossimi 30 giorni, un periodo di tempo che ritiene ragionevole per rimettere in piedi la nazione, come ha dichiarato in un’intervista a NBC News. Secondo la Costituzione del Venezuela, invece, vanno indette le elezioni entro 30 giorni dall’assenza permanente del presidente.

È un nodo delicato perché il governo di Caracas considera ancora Maduro come capo dello Stato legittimo del Paese: comparso con la moglie Cilia Flores in tribunale ieri, si è dichiarato comunque presidente del Venezuela, oltre che considerarsi non colpevole di tutte le accuse. Intanto, secondo quanto riporta BBC, l’opposizione non festeggia la cattura per le strade perché teme ritorsioni.

Intanto l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (l’OHCHR) ha definito l’operazione militare statunitense come un atto che «svilisce un principio fondamentale del dirizzo internazionale», secondo la portavoce a Ginevra Ravina Shamdasani.
Anche la Cina, alleato storico di Maduro, si è dichiarata contraria alle azioni di Trump, come fa notare il portavoce del Ministro degli Esteri Mao Ning, che si augura di lavorare con le altre nazioni sul territorio per mantenere «pace e stabilità».

Diametralmente opposta, invece, la posizione del leader dell’opposizione del Regno Unito Kemi Badenoch, che ha appena dichiarato l’invio delle truppe statunitensi come «moralmente giusto».