Quando guardo le auto più recenti, noto subito un cambiamento: anche modelli a benzina o mild hybrid adottano linee pulite, fari sottili, frontali chiusi e interni minimal. È lo “stile elettrico”, nato con vetture come la Hyundai 45 e la Ioniq 5 di serie, e oggi diffuso ovunque, indipendentemente dal motore.

Eppure sta succedendo anche il contrario: marchi che avevano spinto forte sul futurismo stanno frenando. Mercedes, per esempio, ha dichiarato che lo stile delle EQ è troppo avanti per il pubblico, mentre BMW torna a un’estetica anni ’70 per rendere le sue elettriche più “commestibili”. È una doppia rivoluzione, che nasce dal modo in cui guardiamo -e giudichiamo- un’auto nuova.

Dalla concept al mercato: lo stile EV conquista tutti

Tutto comincia nel 2019 con la Hyundai 45, che riprende la Pony Coupé e la porta nel futuro: superfici nette, fari pixelati, proporzioni da elettrica pura. Cinque anni dopo, quell’estetica diventa reale con la Ioniq 5, che non ha solo inaugurato un modello: ha imposto un linguaggio.

 

Questo design “elettrico” è diventato desiderabile, moderno, riconoscibile. Così anche le auto termiche — che non avrebbero alcun motivo tecnico per imitare una EV — hanno iniziato a seguire la stessa strada: frontali lisci, fari tecnici, interni piatti. Un’estetica che dice “sono aggiornata”, anche quando sotto il cofano c’è ancora un motore tradizionale.

L’elettrico detta le regole del design

Il design nasce dalla tecnologia: piattaforme EV con batterie sotto il pianale hanno imposto tetti più filanti, sbalzi ridotti, frontali chiusi. È naturale che il linguaggio visivo assecondi questa architettura: meno aperture, più superfici continue, più aerodinamica.

Toyota Prius V 2023

Toyota Prius V, una termica che sembra una EV

Volkswagen Tiguan (2024)

Volkswagen Tiguan: calandra sottile e fari a gemma, come per la famiglia ID

Ma c’è un aspetto psicologico: oggi il cliente decide in pochi secondi se un’auto gli piace. E il design deve comunicare subito tecnologia, pulizia, modernità. Le linee EV funzionano proprio per questo: rassicurano chi vuole “il futuro” senza dover cambiare stile di guida.

Ecco perché anche i termici le adottano: non per necessità tecnica, ma per necessità di immagine.

Quando il futurismo diventa un limite

In realtà, ora sta succedendo qualcosa di sorprendente: alcuni marchi stanno invertendo la rotta. Mercedes lo ha detto apertamente: la EQS e le elettriche “a goccia” sono troppo futuristiche per il cliente medio. La forma aerodinamica estrema piace in foto, ma dal vivo disorienta.

Mercedes EQS (2024)

Mercedes EQS, l’elettrica estrema dall’aerodinamica a goccia

BMW iX3 (2026) - Prova su strada

BMW iX3, moderna ma con il doppio rene anni ’70

Foto di: BMW

Anche BMW, con gli innovativi concept della Neue Klasse e le prime vetture di serie da questi derivate, torna in realtà a elementi degli anni ’70: fari doppi, superfici verticali, proporzioni più classiche. È la prova che il design non può correre troppo lontano dal pubblico.

Se manca un riferimento noto, una forma rassicurante, il cliente si sente spaesato. Il futuro sì, ma a piccoli passi.

Modernità sì, ma con misura

Il design dell’auto elettrica ha cambiato tutto, anche per le termiche. Frontali lisci, fari sottili, interni minimal: sono il nuovo “alfabeto visivo” del mercato. Ma allo stesso tempo abbiamo capito che troppa innovazione tutta insieme può diventare un ostacolo.

Il futuro del design sarà un equilibrio sottile: sembrare elettrici quando serve, mantenere radici tradizionali quando il cliente lo chiede. Nessun marchio può permettersi di correre troppo avanti, ma nessuno può nemmeno restare fermo.

Ed è per questo che modelli come la Hyundai Ioniq 5 restano fondamentali: hanno mostrato che il nuovo può davvero funzionare, purché sia leggibile, iconico, rassicurante nella sua modernità. Se oggi anche le auto a benzina parlano la lingua dell’elettrico — e allo stesso tempo alcune Case cercano una “via di mezzo” — è perché quella lezione, iniziata proprio da lì, continua ancora a guidare tutti.

Hyundai 45 Concept

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