Huang ha annunciato che i nuovi acceleratori per l’AI, chiamati Vera Rubin. La sua prossima scommessa la guida autonoma
«La corsa all’intelligenza artificiale è in corso. Tutti stanno cercando di raggiungere la prossima frontiera». Non poteva dire qualcosa di diverso l’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, dal palco dell’hotel-resort Fontainebleau di Las Vegas, dove il suo intervento è stato il più atteso tra quelli inaugurali del Ces 2026, la fiera mondiale della tecnologia. Nvidia è il principale fornitore globale di chip per l’intelligenza artificiale (AI) e l’AI è l’ingrediente esplosivo della crescita dell’azienda californiana, oggi la più capitalizzata al mondo in Borsa. Huang ha annunciato che i nuovi acceleratori per l’AI, chiamati Vera Rubin in onore dell’astronoma statunitense pioniera nello studio della rotazione delle galassie, «saranno disponibili nella seconda metà dell’anno». Prima del previsto. Ha annunciato nuovi accordi, da Siemens a Mercedes, ha rilanciato le ambizioni sul mercato cinese: Nvidia intende combattere una concorrenza sempre più agguerrita per restare la spina dorsale dell’intelligenza artificiale.
Poi, nell’incontro con una platea selezionata di giornalisti ed esperti, Huang si è anche lasciato andare a qualche confessione personale: «Il segreto per essere Ceo così a lungo è: primo, non farsi licenziare. E secondo, non annoiarsi. Non so quale delle due venga prima» ha detto scherzando, ma non troppo, quando gli è stato chiesto come si fa a restare leader di una multinazionale per oltre 3 decenni (è ceo di Nvidia dalla fondazione, nel 1993). «Resterò finché me lo meriterò. C’è una grande responsabilità nell’essere il Ceo di Nvidia. Siamo i capitani di questo settore – ha aggiunto – Ma non faccio tutto da solo. Ho un team incredibile intorno a me che mi aiuta a sopportare il peso della responsabilità». E si è permesso anche una battuta che richiama la sua leggendaria dedizione al lavoro: «Quanto tempo abbiamo per le domande? Non ho l’orologio. Se nessuno mi dice che ora è, resterò qui tutta la notte».
Non è restato lì’ tutta la notte, ma ha comunque parlato con la stampa oltre 90 minuti, mostrando che le sue ambizioni non si fermano certo ai data center: Nvidia vuole diventare anche il principale fornitore di soluzioni per creare applicazioni con l’AI. Per cambiare il mondo insomma. Un anno fa, sempre qui a Las Vegas, il ceo di origine taiwanese aveva introdotto il concetto di Physical AI, intelligenza artificiale che si fa largo nel mondo fisico, non solo in quello digitale. Un’idea che è cresciuta e che alla fiera si incarna in robot (umanoidi e quadrupedi, industriali ma anche per le case), veicoli, dispositivi di ogni forma e utilizzo. Un anno dopo, con fare da star consumata e indossando una lucidissima giacca di pelle Tom Ford da 8.900 dollari, accompagnato da due robottini presi in prestito dal’universo di Star Wars, Jensen Huang è salito di nuovo sullo stesso palco e ha dichiarato che «il prossimo passo è mettere l’AI al volante».
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Con una piattaforma, Alpamayo, che fornisce modelli aperti (open source) che guardano al futuro, quando l’AI avrà imparato le leggi della fisica e inizierà a muoversi nel nostro mondo. Alpamayo, dice Huang, permetterà «a qualunque azienda di rendere il veicolo che produce indipendente dalla mano umana sul volante. Prendendo decisioni in autonomia, a seconda delle condizioni esterne». La prima auto sarà la Mercedes-Benz Cla, su cui Nvidia sta lavorando con il marchio tedesco. Finora l’auto a guida autonoma è una delle grandi promesse in ritardo della tecnologia. Adesso i pezzi del puzzle stanno andando al loro posto e Nvidia vuole essere al centro della partita: «Non solo prende contatto con i sensori e attiva volante, freni e accelerazione, ma ragiona anche su quale azione sta per intraprendere» ha detto Huang della sua soluzione mentre mostrava un video con un veicolo che navigava con fluidità nel traffico di San Francisco. «La nostra visione è che, un giorno, ogni auto e ogni camion sarà autonomo, e stiamo lavorando per arrivarci».
Per coltivare il sogno della Physical AI non basta la visione. Serve potenza di calcolo. E infatti la voce di Huang sprizza orgoglio quando parla di Vera Rubin, la nuova piattaforma hardware: un’impresa definita «monumentale», «quello che stiamo facendo è incredibilmente difficile, coinvolge sei nuovi chip, tutti completamente nuovi». Nonostante la complessità tecnica, Huang ha confermato che «Vera Rubin è in piena produzione» e che «i chip sono pronti per essere avviati alle fabbriche», sottolineando che il progetto ha già «15.000 anni di ingegneria alle spalle e ne richiederà probabilmente altri 25.000 prima del dispiegamento finale nei data center tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo». La rivoluzione promessa è l’abbattimento dei costi energetici a fronte di «una potenza pari a cinque volte quella che forniscono i chip attualmente in uso». Oltre che di frontiere tecnologiche, il numero di 1 di Nvidia ha parlato anche di quelle geopolitiche. I chip H200 hanno avuto il via libera di Trump per la vendita al Dragone: l’azienda è nelle fasi finali del coordinamento regolatorio, spiegando che «stiamo definendo gli ultimi dettagli delle licenze con il governo degli Stati Uniti» e che «la domanda dei clienti è molto alta, la catena di approvvigionamento è stata attivata e gli H200 stanno scorrendo lungo la linea di produzione. Ma sulla Cina non ci aspettiamo comunicati stampa o grandi dichiarazioni, capiremo tutto attraverso gli ordini d’acquisto».
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7 gennaio 2026 ( modifica il 7 gennaio 2026 | 10:24)
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