ANSA – di Alessandra Magliaro.
Per molti la vita è divisa in due parti: prima e dopo aver percorso il Cammino. Oltre che uno splendido viaggio, il Cammino di Santiago di Compostela è infatti un luogo e un tempo ideali di riappropriazione di valori, condivisione e umanità. È un’esperienza umana che fa scoprire se stessi e anche territori con grande storia, paesaggi e natura di maestosa bellezza. E’ un nutrimento dell’anima a prescindere che lo si faccia motivati dalla fede religiosa che certo fu la spinta antica per raggiungere la tomba dell’apostolo San Giacomo ma che oggi non è più la sola perchè spinte potenti sono la ricerca del benessere spirituale e fisico, dell’essenziale silenzio, della connessione con la Terra.Il film campione d’incassi Buen Camino sul rapporto da ricostruire tra un padre (Checco Zalone) e la figlia (Letizia Arnò) è ambientato quasi interamente lungo il Cammino e propone a milioni di spettatori che lo hanno visto al cinema e a quelli che lo vedranno il fascino di un territorio e di una esperienza. E’ uno dei sentieri più noti al mondo (lo scorso anno per la prima volta ha superato mezzo milione di camminatori) . Gli italiani sono la terza nazionalità presente lungo il Cammino, dopo spagnoli e statunitensi. Il film con Zalone ci racconta una tendenza più che evidente.
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