Istituita al Policlinico una task force per fronteggiare l’ondata di influenza e il sovraffollamento in pronto soccorso. Nelle ultime due settimane l’impennata dei contagi ha messo in grave sofferenza l’intero sistema ospedaliero siciliano, con pronto soccorso messi a dura prova e sostenuti dalla costante abnegazione di tutto il personale impegnato nella gestione dell’emergenza. In questo contesto la direttrice generale del Policlinico di Palermo, Maria Grazia Furnari, ha istituito una task force dedicata alla gestione dell’emergenza e del sovraffollamento del pronto soccorso, aggravato dall’aumento stagionale degli accessi e dalle complicanze respiratorie legate all’epidemia in corso.

Già nelle scorse settimane l’azienda ospedaliera universitaria aveva adottato numerose misure organizzative per fronteggiare la pressione sul pronto soccorso e rafforzare l’assetto complessivo dell’organizzazione, tra cui la sospensione dei ricoveri programmati, fatta eccezione per quelli oncologici e per i ricoveri classificati in classe A. Ulteriori interventi si sono resi necessari anche a seguito dell’avvio dei lavori strutturali finanziati con fondi Pnrr, che interessano una parte delle degenze dell’area medica e che hanno comportato l’adozione di specifiche misure per garantire la continuità assistenziale e la tutela della dotazione complessiva dei posti letto.

Ieri la manager del Policlinico ha effettuato un sopralluogo, insieme alla direzione medica di presidio, al direttore del Dipartimento di emergenza-urgenza e al responsabile del pronto soccorso, per una valutazione diretta delle condizioni operative e l’individuazione di interventi immediatamente attivabili. L’epidemia influenzale in atto determina infatti un prolungamento delle degenze, con una conseguente riduzione del turnover dei posti letto e un impatto significativo sulla capacità ricettiva dell’ospedale. Per rafforzare ulteriormente le azioni in corso, il Direttore Generale ha convocato per domani mattina una riunione operativa della task force. Tra le ipotesi allo studio vi è anche la trasformazione di posti letto attualmente a bassa occupazione in posti letto di area medica, al fine di rispondere in modo più efficace all’aumento della domanda assistenziale.

Bonsignore (Cimo): “Attese normali tra virus e carenze croniche, basta cercare il capro espiatorio”

Sul sovraffollamento nei pronto soccorso della Sicilia e del capoluogo è intervenuto Giuseppe Bonsignore, segretario regionale del sindacato dei medici Cimo, anche in risposta alle polemiche sorte in relazione ad alcune ispezioni effettuate dalla Regione: “Inutile oggi sparare nel mucchio o prendersela col capro espiatorio di turno. È un gioco di bassa politica che forse cela altro tipo di esigenze non soltanto mediatiche. La nostra Regione quest’anno è stata particolarmente bersagliata dal virus influenzale che, unitamente ad una scarsa adesione alla campagna vaccinale e a una elevata virulenza, manifesta oggi tutti i suoi effetti negativi con un numero inusitato di pazienti con disturbi respiratori anche gravi che si sono riversati in un periodo ristretto nei già sofferenti ospedali siciliani e, ovviamente, nei pronto soccorso che sono letteralmente andati in tilt e che hanno tenuto solo per la consueta abnegazione di tutto il personale impegnato nell’emergenza, al lavoro con doppi e tripli turni mentre altri festeggiano e brindano”.

Giuseppe Bonsignore segretario Cimo SiciliaGiuseppe Bonsignore, segretario regionale Cimo Sicilia

“Oggi ci si chiede il perché delle lunghe attese nelle aree di emergenza siciliane e di qualche ospedale in particolare. Domanda lecita – afferma Bonsignore – se a porla è il non addetto ai lavori, meno tollerabile quando il quesito viene posto da chi ci governa che dovrebbe conoscere perfettamente la situazione strutturale e le carenze degli ospedali siciliani, il puntuale venire meno dell’apporto del privato accreditato durante le feste natalizie e una insufficiente assegnazione di posti letto per acuti alle strutture pubbliche. Si parla da quasi due anni della nuova Rete Ospedaliera – aggiunge il segretario di Cimo Sicilia – ma alla fine se ne sono perse le tracce ma proprio il grave disagio innescato e messo a nudo dall’influenza annuale dovrebbe fare seriamente riflettere sull’urgenza di aggiornare la Rete con una distribuzione dei posti letto più confacente alle esigenze di salute dei cittadini e non alla spartizione di una torta che alla fine sembra risultare indigesta”.