Con la sola pay tv il tennis stava scomparendo. Dal 2008 abbiamo investito su Supertennis garantendo che il tennis in televisione fosse gratuito e accessibile a tutti. Dall’altra parte abbiamo potenziato il programma «Racchette in classe» partito nel 2014 e che nell’edizione 2025, oltre che alle scuole primarie e alle scuole secondarie, di primo e secondo grado, è stato esteso in via sperimentale anche alla scuola dell’infanzia, in modo da avvicinare al mondo della racchetta un numero ancora maggiore di studenti. L’obiettivo è quello di avviare allo sport i ragazzi, coinvolgendo anche i bimbi diversamente abili, e magari di reclutare, anche grazie alle borse di studio (1000 da 250 euro da utilizzare per attività da svolgere all’interno del circolo che ha adottato l’istituto scolastico di ciascun ragazzo, ndr), i giovani con maggiori attitudini. Investiamo ogni anno importanti risorse per kit didattici, contributi ai club per i tesseramenti e adeguamento delle strutture. Nel 2024 abbiamo impiegato 12,6 milioni, nel 2025 circa 19 milioni, in un’operazione che lo scorso anno ha coinvolto 2.348 scuole in tutta Italia, grazie al supporto di 921 circoli e quasi 1.300 tecnici. Circa 800mila ragazzi hanno potuto svolgere gratuitamente un ciclo di 15 lezioni di tennis, padel o tennistavolo e, nel 2025, si sono aggiunti tornei di pickelball.

Con l’aumento della domanda di tennis si è posto un problema legato ai campi, anche perchè nel frattempo con l’esplosione del padel, che voi avete inglobato nella Federazione, molti circoli avevano riconvertito i loro spazi.

Per affrontare queste carenze abbiamo sottoscritto quest’anno un accordo con l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale per aiutare i circa 700 circoli affiliati che presentano un eccesso di domanda e le nuove realtà che intendano aprire strutture in comuni “scoperti”. Attualmente mancano campi in più del 70% dei comuni italiani. Si potranno finanziare gli interventi con mutui dell’Icsc concessi senza alcuna garanzia o, nel caso delle newco, con una garanzia minima del 20% del capitale e senza interessi e spese, perché abbattuti dalla Federazione che ha stanziato 10 milioni. Vogliamo far crescere ancora di più il sistema tennis che già oggi tra addetti ai circoli e istruttori conta ormai più di 50mila occupati.

Per formare i nuovi Sinner e Musetti c’è bisogno di professionisti sempre più preparati.

E per questo abbiamo implementato un sistema di formazione basato su più livelli di qualifica, che oggi coinvolge oltre 15mila professionisti, dagli istruttori ai tecnici nazionali. Ma non basta conseguire un titolo. Per il mantenimento dell’iscrizione all’Albo, abbiamo introdotto per tutti l’obbligo di partecipare ogni due anni ad un corso di aggiornamento.