Il panorama free-to-play su Xbox si arricchisce questo gennaio con due titoli di peso che promettono di scuotere il mercato, anche se le aspettative della community divergono sensibilmente.
Da un lato arriva 2XKO, il picchiaduro di Riot Games che punta a rivoluzionare il genere con la sua formula 2v2, dall’altro Highguard, uno shooter PvP con meccaniche raid che porta la firma degli autori di Apex Legends e Titanfall.
Mentre il primo gode di un seguito già consolidato grazie all’universo di League of Legends, il secondo sta affrontando una ricezione tiepida che solleva interrogativi sul suo futuro immediato.
Il 20 gennaio segna il debutto ufficiale di 2XKO, l’ambizioso progetto con cui Riot Games intende conquistare la scena dei fighting game competitivi.
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Il titolo presenta un roster di personaggi tratti da League of Legends e dalla serie animata Arcane, completamente ripensati per adattarsi alle dinamiche dei picchiaduro.
La meccanica centrale ruota attorno a scontri esplosivi due contro due, con la possibilità di giocare in solitaria controllando entrambi i campioni del proprio team o in cooperativa con un compagno.
La proposta di gameplay punta su controlli intuitivi e veloci, un chiaro tentativo di rendere il genere più accessibile senza rinunciare alla profondità richiesta dalla scena competitiva.
Riot Games ha dimostrato di saper gestire ecosistemi esports di lungo termine con VALORANT e League of Legends stesso, e questa esperienza potrebbe rivelarsi determinante per stabilire 2XKO come alternativa credibile ai colossi del settore come Street Fighter e Tekken.
Appena sei giorni dopo, il 26 gennaio, toccherà a Highguard tentare la scalata al mercato degli shooter free-to-play. Definito come “PvP raid shooter”, il titolo mescola elementi di combattimento a squadre con meccaniche di assalto alle basi nemiche in un’ambientazione che fonde arcano e western.
I giocatori vestono i panni dei Wardens, pistoleri dotati di poteri magici impegnati nella conquista di un continente mitologico attraverso battaglie per il controllo territoriale.
La formula di Highguard prevede che le squadre rivali si scontrino per impossessarsi dello “Shieldbreaker”, uno strumento chiave che consente di penetrare e distruggere la base avversaria per assicurarsi il controllo del territorio.
Nonostante il pedigree del team di sviluppo, che include veterani di Apex Legends e della serie Titanfall, la presentazione non ha generato l’entusiasmo sperato, sollevando dubbi sulla capacità del gioco di ritagliarsi uno spazio in un mercato saturo di shooter competitivi.
Il coinvolgimento di figure chiave dietro alcuni degli shooter più apprezzati dell’ultima decade rappresenta certamente un elemento di richiamo, specialmente per chi ha apprezzato il movimento fluido e dinamico di Titanfall o l’equilibrio competitivo di Apex Legends.
Resta da vedere se questi elementi distintivi riusciranno a emergere in modo sufficientemente chiaro da convincere una community già divisa tra titoli affermati come Call of Duty, Fortnite e il già citato VALORANT.