di
Giovanna Maria Fagnani
La camera ardente della sedicenne milanese è al Collegio San Carlo, dove aveva frequentato primarie e medie. Le esequie mercoledì alla Basilica di Santa Maria delle Grazie
Qui ha imparato a leggere e scrivere. Tra queste mura è diventata preadolescente ed è cresciuta fino a scegliere la propria strada. La cappella del Collegio San Carlo di Milano, dove pregò anche San Carlo Acutis, accoglie la bara bianca e veglia la «sua» Chiara. Alla camera ardente della sedicenne milanese scomparsa a Crans-Montana è un viavai di amici, famigliari e semplici cittadini. Ci sono tanti ex compagni delle primarie e delle medie che Chiara Costanzo ha frequentato qui al San Carlo, la scuola cattolica paritaria arcivescovile di Milano (2mila alunni dai 2 ai 19 anni). Arrivano con indosso gli zaini (le scuole sono chiuse ma alcuni raccontano di essersi fermati a studiare insieme), qualcuno con la borsa della palestra. Istantanee di giovinezza.
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Ma è il gruppo di Ludovica a spiccare sugli altri. Arrivano poco prima delle 18, portano tutti in mano una rosa bianca, tranne lei: la sua è rossa. Solo lei conosceva di persona Chiara, gli altri l’accompagnano per farle forza e perché volevano fortemente esserci. Il suo racconto è affranto. «Conosco Chiara da quando facevamo la scuola dell’infanzia – dice Ludovica – Era come se fosse mia sorella, quando eravamo così piccole: abitavamo una accanto all’altra e io ero sempre a casa sua e lei a casa mia». Crescendo, le strade si dividono. «Alle primarie e poi alle medie, lei è venuta qui al San Carlo, ma continuavamo a frequentarci. E poi al liceo Moreschi ci siamo ritrovate: lei era in un’altra sezione, però essendo vicine di casa, abbiamo ripreso ad andare a scuola insieme, ogni mattina».
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Quando legge della tragedia di Capodanno, Ludovica si allarma. «Chiara non mi aveva detto che sarebbe andata a Crans, ma non avevo dubbi che fosse lì, perché ci andava da sempre. Così le ho telefonato, ma lei non rispondeva». I nomi dei dispersi ancora non circolano, ma Ludovica non ce la fa ad aspettare. «Ho chiamato la migliore amica di Chiara e lei mi ha detto che, quella sera, lei non aveva fatto ritorno a casa». La speranza lascia il posto all’angoscia. E poi alle lacrime. «Chiara era meravigliosa, davvero» conclude la giovane, mentre gli amici ascoltano il suo racconto e annuiscono.
«Una ragazza della nostra età, così brava a scuola e gentile, che voleva solo divertirsi per una sera e muore in un modo del genere è una cosa che non dovrebbe mai accadere. È inquietante» osserva una ragazza. Mercoledì in tutte le scuole italiane si osserverà un minuto di silenzio. Al Moreschi, alle Orsoline (la scuola di Achille Barosi), al Virgilio (dove ci sono quattro feriti nella stessa classe, la 3D del liceo economico sociale), le lezioni lasceranno spazio agli interventi degli psicologi. «Anche se i nostri compagni non sono fra le vittime siamo turbati: pensare a nostri coetanei morti in una maniera così violenta e vedere il continuo rimbombare di video e immagini sui social fa impressione. Inoltre, qui a Milano anche un’altra ragazza di 19 anni è morta, è stata uccisa in strada» aggiunge Gabriele. Le esequie di Chiara saranno celebrate mercoledì alle 14.45 alla Basilica di Santa Maria delle Grazie.
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6 gennaio 2026 ( modifica il 7 gennaio 2026 | 16:11)
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