Il «punto perfetto» non esiste, cambia in continuazione. È una questione di allineamento: basta che l’angolo cambi di un singolo grado e bisogna macinare chilometri per riposizionarsi nel luogo adatto, scattare e sperare pure che le condizioni meteo siano favorevoli. Valerio Minato, 44 anni, fotografo residente a Torino e originario di Cossato (Biella), tutto questo lo sa bene.
Per questo motivo, quando all’alba di sabato 3 gennaio è riuscito a immortalare nelle campagne tra Momo e Vaprio d’Agogna la prima «superluna» dell’anno sul Monte Rosa, ha tirato un sospiro di sollievo e poi ha esultato: «Era la seconda volta che provavo a fare questa foto dall’area di Novara – dice Minato -. Ma al primo tentativo, nel 2024, trovai nuvoloso e non riuscii a fare nulla».
Stavolta invece ce l’ha fatta. E non è stato semplice, ha aggiunto: «Ho calcolato il punto con Google street view e Google maps, applicazioni dotate di satellitare e tanta, tanta esperienza. Incrociando tutti questi dati, ho individuato il punto con una precisione di 300 metri dal reale obiettivo». Arrivato a Momo poco dopo le 7 del mattino, Minato ha posizionato tutta la sua attrezzatura, ha puntato l’obiettivo verso il Monte Rosa e ha aspettato fino alle 7,57. È l’ora esatta in cui la luna si è accostata alla «Capanna Regina Margherita», il rifugio più alto d’Europa (4.554 metri) che si trova sulla Punta Gnifetti, sull’imponente massiccio del Monte Rosa.
Minato ha girato un video ad altissima qualità e fatto diversi scatti, per essere sicuro. «Lassù c’erano vento e neve – ha spiegato – e nell’inquadratura avevo un cavo dell’alta tensione. Ho dovuto fare qualche manovra di troppo, ma sono contento del risultato finale»