Il consistente innalzamento del livello del Tevere, registrato alla stazione di Ripetta, è dovuto anche all’apporto del suo principale affluente: l’Aniene. Il secondo fiume della città, però, non ha aumentato soltanto la portata idrica tiberina.

Dai fiumi al mare

Insieme all’acqua, l’Aniene ha trasportato nel Tevere una grande quantità di rifiuti. Il maltempo, infatti, ha messo a nudo una realtà che da anni viene segnalata e che, in assenza di opportuni interventi, è destinata ad avere conseguenze sull’ambiente e sulla salute. Conseguenze che vanno oltre i danni causati dall’allagamento. “L’80% dei rifiuti che troviamo in mare arriva dai fiumi che li trasportano e, in questi giorni, dalla nostra sede vediamo passare di tutto” ha sottolineato Raffaella Giugni, segretaria generale di MareVivo.

Una mega discarica in riva al fiume. L’eterno scandalo della “Frigo Valley”Così l’Aniene inquina le acque del Tevere (VIDEO)Rifiuti e baraccopoli

Il Tevere, del resto, secondo una recente ricerca dell’Ispra, è il fiume che trasporta più rifiuti galleggianti. Per quanto riguarda le plastiche, una volta giunte in mare aperto, vengono sminuzzate e ingerite dai pesci che finiscono sulle nostre tavole. Il problema che realtà come MareVivo segnalano, quindi, è enorme per l’impatto che genera. Ma nasce da una questione di fondo: “tutto quello che viene lasciato sulle banchine” ha ricordato Giugni “con le piene finisce inesorabilmente nei fiumi”. Le immagini parlano chiaro: all’altezza di via di Ponte Mammolo, l’Aniene sembra una discarica. Copertoni d’auto si sommano alle carcasse di elettrodomestici e ad altri tipi di rifiuti ingombranti, presenti anche a ridosso degli insediamenti abusivi.

Le bonifiche auspicate

“In occasione del Giubileo sono state effettuate delle importanti bonifiche, nel tratto urbano del Tevere. È necessario procedere con analoghi interventi anche sull’Aniene” ha rimarcato Giugni che, comunque, ha posto l’attenzione anche su un altro aspetto: “Oltre alle bonifiche è sicuramente utile sensibilizzare i cittadini sui danni che provoca l’abbandono dei rifiuti sulle sponde”. In assenza di queste misure, soluzioni come quella delle barriere acchiappa-plastica passano in secondo piano.

Le barriere che intercettano i rifiuti

Le barriere sono sicuramente utili e facciamo un plauso alla Regione Lazio che le ha riposizionate sia sul Tevere sia sull’Aniene. Ma da sole non bastano, sono un palliativo. Il problema – ha sottolineato la segretaria generale di MareVivo – va affrontato all’origine”. Diversamente, l’innalzamento dei fiumi, conseguenza inevitabile dei rovesci temporaleschi, continuerà a inquinare i mari e a rappresentare una minaccia anche per la salute umana.