Definita la stagione 2026 di Julian Alaphilippe. Almeno fino al Tour de France, che rappresenta ovviamente un momento chiave della stagione di molti, ancor più se si è francesi e si guida una squadra all’esordio nel WorldTour dopo averlo corso per la prima volta lo scorso anno. L’ex Maglia Gialla avrà dunque chiaramente nella Grande Boucle un momento chiave della sua annata, ma anche in primavera lo si aspetta in prima fila, soprattutto dopo che lo scorso anno è tornato al successo in una grande classica con il trionfo al GP Québec. Il portacolori della Tudor Pro Cycling torna così in qualche modo alle origini, tralasciando il pavé in favore delle Ardenne (come era successo lo scorso anno, anche la rinuncia ai grandi eventi delle pietre era arrivata per malattia).
Il suo programma, che lui stesso definisce “classico” per L’Equipe, inizierà dunque alla Volta ao Algarve, che si svolgerà dal 18 al 22 febbraio, prima di una trasferta in Italia che comincerà alla Strade Bianche di sabato 7 marzo. Dopo la corsa che ha conquistato nel 2019 resterà nel Belpaese per altre due settimane visto che parteciperà a Tirreno – Adriatico (9-15 marzo) e Milano – Sanremo (21 marzo), altro traguardo che si è già portato a casa con il suo successo in quello stesso anno, unica Monumento sinora nel suo palmarès che comunque comprende anche le due ben note maglie iridate consecutive (2020 a Imola e 2021 a Leuven).
Prima dell’atteso Trittico delle Ardenne, che affronterà interamente avendo in programma Amstel Gold Race (19 aprile), Freccia Vallone (22 aprile) e Liegi – Bastogne – Liegi (26 aprile), è prevista la partecipazione anche al Giro dei Paesi Baschi (6-11 aprile), corsa che tradizionalmente rappresenta un importante test verso le tre grandi classiche di un giorno vallonate visto il suo percorso molto movimentato. A seguire una pausa che lo porterà poi verso il Tour, con un programma da definire nei suoi dettagli.
Ovviamente, nel finale di stagione c’è poi il Mondiale di Montréal dove può provare a dire la sua, provando a giocarsi ancora le sue carte su “un circuito che mi piace”, oltre che essere potenzialmente una delle sue ultime occasioni, a seconda di come saranno i percorsi delle successive edizioni. Se il ritiro non è infatti ancora di attualità, è evidente che il classe 1991 è nella fase finale della sua carriera, pur non avendo ancora intenzione di smettere. “Al momento non sono ancora nella situazione in cui voglio pensare se dovrei continuare o meno perché so di essere ancora molto motivato per quest’anno e per il prossimo – commenta colui che ha ancora due anni di contratto – Forse tra qualche mese comincerò a pensarci, ma per il momento non ci sto davvero pensando!”
