Nella Sala Stampa della Santa Sede la presentazione dell’iniziativa promossa dal Dicastero per la comunicazione e la Rete mondiale di preghiera per il Papa. “E’ ancora possibile incontrarsi – afferma il prefetto Ruffini – la preghiera aiuta a riportare ad unità ciò che è diviso”. Per il direttore della Rete, padre Fones, si tratta di “una porta aperta per unirsi alle intenzioni del Pontefice”

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Dalla cappella di San Pellegrino in Vaticano al mondo intero creando una rete di comunione reale e non solo virtuale insieme a Leone XIV. È il senso della nuova iniziativa “Prega con il Papa” promossa dalla Pope’s Worldwide Prayer Network e presentata oggi, mercoledì 7 gennaio, nella Sala Stampa della Santa Sede. Ad introdurla il prefetto del Dicastero per la Comunicazione, parte attiva del progetto insieme alla Rete Mondiale di preghiera per il Papa, poco prima del lancio del primo video con le intenzioni di preghiera di gennaio e registrato dal Pontefice in tre lingue: inglese, italiano e spagnolo.

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Ruffini: il tempo lento della preghiera

“La preghiera intima e universale del Papa viene offerta in modo nuovo, sobrio e potente, come strumento visibile di unità e di comunione nel Signore, punto di incontro per milioni di persone, presenti sia nello spazio digitale sia negli spazi concreti della propria vita, a partire dal cuore di ciascuno”. Così Paolo Ruffini che evidenzia l’importanza della “rete” come “uno strumento di comunione” e quindi la comunione come “uno strumento di comunicazione” che sfida la velocità di questo tempo proiettando l’uomo di oggi in uno “spazio protetto, in un tempo lento, di preghiera”. “Questa rete che non è virtuale ma reale dimostra che è ancora possibile – afferma Ruffini – incontrarsi, anche in un tempo di divisioni, di bombe e di guerre” e la preghiera aiuta a riportare ad unità ciò che è diviso.

Le varie intenzioni di preghiera

L’appuntamento mensile nel quale Leone XIV invita la Chiesa e i suoi fedeli a recitare insieme una preghiera è scandito da una intenzione che varia di volta in volta per il 2026 e che è incentrata su diversi aspetti: dalle sfide che il mondo affronta, come il disarmo e la pace, o le sfide della Chiesa come quelle rappresentate dall’evangelizzazione. L’iniziativa sposa un linguaggio che ben riflette la comunicazione digitale contemporanea ed è in linea con “Il Video del Papa”, avviato dieci anni da Francesco e che nel tempo ha raggiunto oltre 260 milioni di visualizzazioni nei cinque continenti.

Pregare è costruire una rete

“Quando Papa Leone XIV ci ha invitati tutti, discepoli missionari nel nostro tempo digitale, ad andare a riparare le reti – aggiunge ancora Ruffini – ci ha chiesto proprio questo: non coltivare manie di grandezza o di conquista, ma riscoprire il fondamento di tutto, imparando di nuovo a rivolgerci a Dio tutti insieme, svelando così il mistero della comunione che ci unisce, tra noi e con Lui”. Richiamando le parole del Papa nell’omelia della Messa di chiusura del Giubileo della speranza, il prefetto del Dicastero per la Comunicazione evidenzia l’abitudine di costruire reti secondo un criterio di monetizzazione pertanto “può parere strana l’idea che si lavori ancora, senza altri fini, ad una rete di preghiera. Eppure – aggiunge – pregare insieme è costruire una rete. E anche nel nostro tempo secolarizzato ci interroga, come ha detto ieri Papa Leone nella sua omelia, la ricerca spirituale dei nostri contemporanei, molto più ricca di quanto forse possiamo comprendere”.

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Una porta aperta

“‘Prega con il Papa’- spiega il direttore internazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, padre Cristóbal Fones – vuole essere una porta aperta perché chiunque, ovunque si trovi, possa unirsi all’intenzione di preghiera che il Santo Padre propone ogni mese, pregando con lui, in chiave sinodale”. Una sinodalità che ben esprimono le due video testimonianze provenienti dall’Indonesia – Stella Vania – e dalla Costa d’Avorio – Kedi Ogou Marianne Inès. Entrambe infatti evidenziano l’importanza di sentirsi parte di una comunità globale unita dalla preghiera, un ponte capace di collegare persone di culture e realtà diverse, alimentando speranza e impegno solidale.

Nella Sala Stampa della Santa Sede la presentazione di "Prega con il Papa"

Nella Sala Stampa della Santa Sede la presentazione di “Prega con il Papa”

Sottrarsi allo scrolling

Rispondendo ai giornalisti, padre Fones ha sottolineato che Papa Leone ha espresso direttamente il suo interesse per l’iniziativa imprimendo un nuovo passo. “Non è il Papa che parla davanti alla videocamera – ha detto evidenziando che sono circa 22 milioni le persone che fanno parte della Rete mondiale di preghiera – ma prega in una cappella” quella di San Pellegrino in Vaticano. Ha poi reso noto che Papa Leone ha registrato i video con le intenzioni di preghiera dei prossimi tre mesi. Il prefetto Paolo Ruffini ha annunciato che il Papa sui suoi profili Instagram e X in inglese ha invitato in un breve filmato a pregare insieme, esortando a prendersi del tempo, sottraendolo allo scrolling delle reti sociali. “Leone XIV – ha aggiunto ancora – comunica come un uomo del suo tempo, dentro il suo tempo nel quale si concede lo spazio della preghiera”. Uno spazio nel quale ci si può allontanare dall’attenzione fugace che oggi condiziona la vita di ognuno per respira l’aria nuova della Parola di Dio.