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Monica Scozzafava, inviata a Napoli

Gli azzurri si trovano sotto di due reti all’intervallo, pareggiano i conti dopo due gol annullati e nel recupero rischiano la sconfitta

Il braccio di Buongiorno, il polso di Hojlund: un rigore contro e un gol annullato al Napoli. Succede di tutto al Maradona, anche l’arbitro nel finale perde un po’ la bussola, il risultato è un pareggio (2-2) che scontenta sia il Napoli (rallenta dopo 4 vittorie) che il Verona che nel recupero sfiora il colpaccio con Giovane. Sotto di due gol, è ancora una volta Conte a ridisegnare la squadra e restituirle tutta l’energia che non ha avuto nel primo tempo, il pressing finale non basta per confezionare la vittoria. Nel Napoli nel primo tempo riaffiorano le scorie dell’ultima sconfitta a Udine, ed è il Verona (inferocito) ad infliggergli un brutto colpo. Il turn over non porta bene a questa squadra che cambiata in tre uomini dopo quattro vittorie di fila, si ritrova alla fine del primo tempo già sotto di due a zero. 

Il tacco di Frese, primo gol in serie A, bello ma non impossibile e il braccio di Buongiorno che è largo durante un contrasto in area con Valentini, Orban su rigore è lucido e spietato. Il difensore rientrato al posto di Juan Jesus dopo appunto quattro panchine non perde un antico vizio: anche con l’Inter la leggerezza era costata cara. Questi gli episodi che sintetizzano i primi 45’ del Napoli che dopo la vittoria della Supercoppa sembrava avesse cambiato direzione, ma c’è poi una partita che il Verona (reduce da due sconfitte consecutive per 3-0) ha approcciato con testa, furia agonistica: il gol gli ha aperto la via della consapevolezza e il rigore è stato il motore per alzare ulteriormente i giri. Poi la squadra di Zanetti si è messa a difendere con ordine non lasciano varchi liberi, anzi ripartendo con altrettanta qualità e personalità. La pioggia dà tregua, il Napoli dopo l’intervallo torna in campo arrabbiato e soprattutto deciso ad alzare il livello. Ci pensa McTominay dopo nove minuti con gol di testa su calcio d’angolo a riaprire i giochi. Conte gioca subito un cambio: entra Spinazzola (per Gutierrez) e si rivedono le giocate per gli attaccanti. Hojlund sfiora di un nulla il pari. 



















































Basta un cambio a restituire energia al Napoli? Sì, perché la squadra riprende i giri di sempre, ecco che Conte si riposiziona vecchia maniera: dentro Marianucci per Elmas, avanza Di Lorenzo e Politano torna a fare il quinto di centrocampo. Il Verona non si disunisce e si riaffaccia con tiri dalla distanza dalle parti di Milinkovic Savic. Ma è il Napoli ad aver cambiato completamente volto: pressa, spinge e crea pericoli. Il pari di Hojlund è un’illusione: il gol è annullato per un tocco di polso del centravanti danese. Ma ci pensa poi Di Lorenzo a ristabilire la parità. Il rammarico del Verona è il gol vittoria sprecato da Giovane nel finale. Il pensiero del Napoli è già alla sfida di domenica a San Siro con l’Inter.

7 gennaio 2026 ( modifica il 7 gennaio 2026 | 20:44)