«Siamo devastati, non ci sottrarremo alle responsabilità» rispondono così all’indignazione per il fatto che non sono stati arrestati Jacques Moretti e Jessica Maric, proprietari del Constellation di Crans-Montana. Nell’incendio del locale sono morte 40 persone, fra cui 6 ragazzi italiani, e ne sono rimaste ferite oltre 120. Per quanto avvenuto a Le Constellation i coniugi francesi sono indagati dalla procura cantonale per omicidio plurimo, lesioni personali e incendio colposi.

Cosa sappiamo di Jacques Moretti e Jessica Maric

Il 49enne Jacques Moretti ha origini corse come la moglie 39enne Jessica Maric che è però cresciuta in Costa Azzurra, figlia di un vigile del fuoco di Cannes e nipote del Presidente del comitato municipale degli incendi forestali di Auribeau-sur-Siagne. Da oltre 10 anni vivono nel Cantone Vallese gestendo diversi locali. Riporta il Corriere della Sera che in Svizzera hanno quattro società di cui risultano titolari al 50%. Oltre Le Constellation ci sono Le Senso, bar hamburgeria aperto nel 2020 a Crans-Montana, Le Vieux Chalet 1978, ristorante corso a Lens, Le Constel, società nata nel 2022 per l’esercizio di bar.

Jessica Maric risulterebbe anche titolare di un’azienda a Cannes per l’affitto e la gestione di immobili. Secondo i documenti la sede risulterebbe a Villa Ad’Alta in Rue Leon Noel, una costruzione moderna con più appartamenti e diversi proprietari. Di Jacques Moretti si è scoperto che è stato in passato coinvolto in un’indagine per sfruttamento della prostituzione. Nel 2005 è stato in carcere per truffa.

Il mancato arresto

A parte poche parole nei primi giorni dopo la strage, ieri è arrivato un comunicato dalla coppia. «Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, i nostri pensieri sono rivolti alle vittime, ai loro cari e a chi sta lottando per la vita. Le parole non possono descrivere adeguatamente la tragedia. Siamo pronti a una piena collaborazione e non cercheremo di sottrarci alle nostre responsabilità».

Molti hanno fatto notare come, in altri Paesi, in Italia per esempio, ci sarebbe stato l’arresto. Nel comunicato sulle indagini per l’incendio di Crans Montana, la Polizia cantonale ha spiegato che non sono stati emessi mandati di arresto nei confronti degli indagati perché non ci sono le esigenze cautelari. «Attualmente non vi è alcun sospetto che gli imputati intendano sottrarsi al procedimento penale o alla prevedibile sanzione dandosi alla fuga. Gli altri criteri, cioè il rischio di recidiva o di inquinamento delle prove, non sono rilevanti».

La procura di Parigi ha avviato un’inchiesta parallela «per accompagnare le famiglie francesi nelle indagini condotte dalle autorità svizzere». L’obiettivo è di permettere alle vittime francesi e alle loro famiglie di avere un interlocutore comune in Francia e di facilitare i loro scambi con le autorità svizzere.

I controlli assenti dal 2020

Lo stesso Moretti aveva detto che c’erano stati tre controlli, superati, in dieci anni. Si è scoperto, lo ha dichiarato il Comune di Crans il 6 gennaio, che non ce ne erano stati negli ultimi cinque anni, dal 2020 a oggi. «Nel 2015 il proprietario ha chiesto un permesso di costruzione per una veranda antistante l’ingresso e ha effettuato autonomamente lavori interni che non richiedevano autorizzazione». Questo particolare si aggiunge alle molte altre possibili concause della strage.