di
Sara Gandolfi

Intervista a Luis Emilio Bruni, consulente della leader dell’opposizione: «Se si votasse Machado vincerebbe, ha un sostegno enorme, anche tra i militari»

Bogotà – «La mafia di Maduro è ancora attiva nel Paese e continua a dirottare le istituzioni dello Stato, ma gli Stati Uniti hanno capito che non possono sradicare l’intera organizzazione criminale dall’oggi al domani. Per questo hanno offerto ai fratelli Rodríguez l’opportunità di negoziare una transizione ordinata, proposta che Maduro aveva respinto». Luis Emilio Bruni, professore di semiotica all’Università di Aalborg, in Danimarca, è uno dei consiglieri più ascoltati dalla leader dell’opposizione María Corina Machado. Che, a suo dire, non si sente «scaricata» da Trump.



















































Eppure il presidente Usa ha detto che «Machado non ha il sostegno o il rispetto per guidare il Venezuela…».
«La sua popolarità è inconfutabile. Alle elezioni cui non le è stato permesso di partecipare, ha trasferito tutta la sua popolarità a un candidato sconosciuto che ha vinto con il 70% dei voti. La sostiene il 90% della popolazione, secondo i sondaggi. Ora, per la prima volta in 26 anni, la natura dei problemi del Venezuela è cambiata. Una forza ha agito all’interno di un quadro legale per arrestare qualcuno che ha commesso molti tipi di reati. L’obiettivo degli Stati Uniti è sempre stato lo sradicamento totale del sistema criminale radicato nello Stato venezuelano. Eliminare il capofila è un passo avanti enorme. Ma è un processo che non si risolve in pochi giorni e per questa fase è necessario qualcuno che controlli forze armate, intelligence e polizia. Per questo forse Trump ha detto che Machado non aveva sostegno in Venezuela. María Corina ha il sostegno anche di molti militari. C’è malcontento tra i ranghi. Ma non viene espresso perché queste forze sono strettamente monitorate dagli agenti cubani e dal servizio di intelligence più spietato e brutale del Venezuela».

Così il sistema, però, è ancora al potere…
«Al momento, tra loro, c’è un livello di sfiducia molto alto. Ci sono sempre stati quattro centri di potere: Maduro e la moglie, i fratelli Rodríguez, il ministro della Difesa Padrino López e il ministro dell’Interno Diosdado Cabello, che dirige la macchina repressiva. Ora sono tre. I Rodríguez guidano un gruppo pesantemente coinvolto in loschi affari finanziari e sono anche implicati nella repressione e nelle torture. In altre parole, non sono certo persone adatte a qualsiasi tipo di transizione che possa portare alla stabilizzazione del Venezuela. Però, gli Stati Uniti stanno dicendo loro: “Resterete lì se obbedite a quello che vi dico”. Perché altrimenti avremo una seconda ondata».

Una democrazia può fondarsi sull’intervento armato di un altro Stato?
«María Corina Machado si sta concentrando sullo smantellamento della struttura repressiva, che è l’unica cosa che tiene a galla questo regime e che ovviamente è legata alla criminalità. L’aiuto straniero è necessario perché questo mosaico di gruppi irregolari e terroristici in Venezuela non è solo un problema venezuelano. Ci sono i gruppi internazionali di narcotrafficanti, Hamas, la guerriglia colombiana, vaste reti di riciclaggio di denaro che infettano le economie dell’America e dell’Europa. È un problema per l’intero mondo occidentale. I venezuelani hanno lottato per 26 anni, gli studenti sono morti per strada, perché combattevano contro questa mostruosità transnazionale. Sul tema della repressione la delusione è forte: ci sono 20 mila casi di tortura presso la Corte penale internazionale che non sono mai stati perseguiti».

Sarà una transizione lunga?
«Non credo. È impensabile che l’amministrazione Trump ora dica: “Stabilizziamo questa struttura criminale nel medio termine”, perché ciò significherebbe che gli Stati Uniti stanno diventando parte della struttura criminale. Ti assoceresti a Escobar solo perché ti offre buoni affari o petrolio?».

Il segretario di Stato Rubio preannuncia nuove elezioni.
«María Corina ed Edmundo González hanno vinto le elezioni del 2024, e lo hanno dimostrato. Se ci saranno nuove elezioni, libere, María Corina le vincerà a valanga. Ma dovranno anche esserci nuove elezioni generali, perché l’attuale Assemblea nazionale non è un potere legislativo, ma il braccio dell’organizzazione criminale».

I prigionieri politici saranno rilasciati presto?
«Il primo passo per smantellare la repressione — ed è qui che cerchiamo l’unità dell’intera comunità democratica internazionale — è il rilascio immediato e incondizionato dei prigionieri politici in Venezuela. Sarebbe il primo segnale che qualcosa sta cambiando. Quanto a lungo potrà durare il controllo di Delcy Rodríguez con 900 prigionieri politici torturati nelle carceri del Paese?».
S. Gan.

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7 gennaio 2026 ( modifica il 7 gennaio 2026 | 23:16)