Al via oggi la prima sessione del Concistoro straordinario convocato dal Pontefice. Presenti circa 170 porporati da tutto il mondo per l’apertura in Aula del Sinodo e per i lavori in Aula Paolo VI secondo il metodo sinodale del dialogo e dell’ascolto, divisi in gruppi. Meditazione del cardinale Radcliffe: Nel mondo e nella Chiesa “tempeste terribili”, Dio ci chiama “ad affrontarle con verità e coraggio”. Il Papa ha concluso la giornata: “Ho bisogno di contare su di voi”
Salvatore Cernuzio – Città del Vaticano
A “netta maggioranza” i circa 170 cardinali riuniti per il Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV in Vaticano – è il primo del suo pontificato – hanno votato “Sinodo e sinodalità” e “Evangelizzazione e missionarietà nella Chiesa nella lettura di Evangelii gaudium” come temi su cui riflettere in questi due giorni di lavoro. Dovevano sceglierne due, per questioni di tempistica e a garanzia di un migliore approfondimento, in una rosa di quattro tematiche, tra cui la Liturgia e la costituzione apostolica Praedicate Evangelium sulla Curia romana e il suo servizio alle chiese locali.
“Un tema non esclude un altro”, ha spiegato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, in un briefing serale con i giornalisti. “Il Papa ha ricevuto la segnalazione di un’urgenza o della percepita necessità di alcuni temi. Si troverà il modo per affrontarli all’interno degli altri”, ha aggiunto in risposta alle domande di coloro che, insistentemente, domandavano il motivo per cui non fosse stato inserito il tema della liturgia.
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Metodologia sinodale
La sinodalità, non solo come tema, è stata la metodologia usata per i lavori pomeridiani: dialogo e ascolto tutti seduti intorno a un tavolo circolare, divisi in 20 gruppi in base alla lingua, interventi di circa 3 minuti ciascuno. Insomma, la procedura degli ultimi due Sinodi sulla sinodalità. D’altronde “la sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”, ha detto il Papa ai cardinali, ai quali, a conclusione della giornata ha affermato: “Sento la necessità di contare su di voi”.
I lavori in Aula Paolo VI (@Vatican Media)
Lavori di gruppo
Più nel dettaglio, la prima parte del Concistoro si è svolta in Aula del Sinodo per la parte introduttiva, presieduta dal cardinale Ángel Fernández Artime, pro-prefetto del Dicastero per la Vita consacrata, scandita dal canto del Veni Creator, dalla lettura di un brano del capitolo 6 del Vangelo di Marco, da due minuti di silenzio, da un breve saluto del cardinale Giovanni Battista Re, decano del Collegio cardinalizio, e dalla meditazione del cardinale domenicano Timothy Radcliffe.
I porporati, intorno alle 16.20 fino alle 18, sono poi scesi in Aula Paolo VI per i lavori in gruppo, ai quali non ha partecipato il Pontefice, tornato solo per ascoltare le relazioni finali. Per ragioni di tempo, solo i segretari dei primi 9 gruppi – comprendenti cardinali dalle Chiese locali (quelli di Curia il Papa, come ha spiegato lui stesso, ha modo di consultarli più facilmente) – in tre minuti hanno potuto illustrare il lavoro svolto e i motivi che hanno portato alla scelta di due dei quattro temi. I segretari degli altri 11 tavoli hanno fornito invece solo i titoli delle tematiche scelte.
Domani quindi si prosegue nella discussione e riflessione durante la sessione mattutina, preceduta da una Messa all’Altare della Cattedra di San Pietro concelebrata dal Papa coi cardinali. Nel pomeriggio, la terza sessione e la conclusione. Non è previsto un testo finale, come ha detto il Papa nel suo discorso, si punta a imparare uno stile quello collegiale e sinodale per “lavorare insieme” e “creare qualcosa di nuovo”.
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Le parole conclusive di Leone XIV
Il cammino è importante quanto la conclusione, ha ribadito Leone XIV nel suo intervento conclusivo, sottolineando ancora una volta l’importanza della “esperienza di collegialità” per cercare insieme di capire quello che lo Spirito Santo vuole per la Chiesa oggi e domani. “Il tempo è brevissimo”, ma è importante, anche per il Papa stesso: “Sento la necessità di contare su di voi. Voi avete chiamato questo servitore a questa missione, è importante che discerniamo insieme”, ha aggiunto, riprendendo ampi passaggi della sua omelia di ieri per la Messa della Solennità dell’Epifania. Tra questi, la domanda: “C’è vita nella nostra Chiesa?”. Una “Chiesa missionaria”, quella auspicata da Papa Leone; una Chiesa “che guarda più in là di se stessa”, la cui ragione d’essere è annunciare il Vangelo.
Il Papa durante il suo discorso conclusivo della prima giornata di Concistoro (@Vatican Media)
La meditazione del cardinale Radcliffe
Nella sua meditazione, il cardinale Radcliffe è partito anche lui da una domanda: “Siamo riuniti in questo Concistoro per offrire il nostro aiuto al Santo Padre nell’esercizio del suo ministero a servizio della Chiesa universale. Ma in che modo possiamo farlo?”. La pace e l’amore, sono la risposta che il porporato ha offerto parafrasando il Vangelo di Giovanni: “Se la barca di Pietro fosse colma di discepoli che litigano tra loro, non saremmo di alcuna utilità per il Santo Padre. Se invece viviamo tra noi nella pace e nell’amore, anche quando emergono divergenze, Dio sarà realmente presente, anche quando sembra assente”.
Il cardinale ha concentrato lo sguardo anche sull’attualità: questi tempi di “tempeste terribili”, segnati da “una violenza crescente, dal crimine armato fino alla guerra”, dal divario ricchi-poveri che “si amplia sempre di più”, dal progressivo sgretolamento dell’ordine globale nato dopo l’ultima guerra mondiale, dall’Intelligenza Artificiale che non sappiamo “quali effetti produrrà”. “Se non siamo già inquieti, dovremmo esserlo”, ha detto. Davanti a tutto questo possiamo sentirci “soli, logorati, esausti” ma “non dobbiamo temere”, ha rassicurato Radcliffe: “Gesù veglia su di noi e si farà più vicino che mai”. Lo stesso vale per la Chiesa “scossa” anch’essa dalle “tempeste” di “abusi sessuali e divisioni ideologiche”. “Il Signore – ha incoraggiato il cardinale – ci chiama a navigare in queste tempeste e ad affrontarle con verità e coraggio, senza restare timidamente ad attendere sulla riva. Se lo faremo in questo Concistoro, lo vedremo venire incontro a noi. Se invece rimarremo nascosti sulla riva, non lo incontreremo”.