La tragica scomparsa di Simone Raucea, morto nella giornata di ieri 6 gennaio, dopo essere stato investito da un’auto in via Scillitani, ha sconvolto l’intera comunità foggiana. L’ennesima vita spezzata sull’asfalto cittadino, che si aggiunge a un elenco sempre più lungo. Strade trasformate in scenari di morte, famiglie travolte da dolori inconsolabili. 

Una tragedia che riporta in auge il tema della sicurezza urbana, sulla quale ciclicamente la comunità è portata a interrogarsi. Il bilancio nella sola città di Foggia è di quelli da far tremare i polsi: Simone è la decima persona che ha perso la vita negli ultimi 365 giorni. La lista sarebbe oltremodo corposa se si tenesse conto anche dei sinistri non mortali. Un bilancio pesante, che attraversa quartieri periferici e arterie centrali dove si sono consumati scontri frontali tra auto, sinistri autonomi, investimenti di pedoni e giovani sul monopattino.

Simone ha condiviso il tragico destino con Massimiliano Perrone, 58enne foggiano falciato da un’auto mentre percorreva via IV Novembre, lo scorso 1° agosto. Morì in ospedale quattro giorni più tardi. 

Una delle strade teatro di numerosi incidenti è via Trinitapoli, dove poco meno di un anno fa una donna di 35 anni (Caterina Lo Campo) e un uomo di 53 (Gioacchino Vitobello) persero la vita in un violento scontro frontale. Era il 22 gennaio: nello stesso giorno, Foggia registrò la perdita di un’altra giovane vita, quella di Nando Paoletti, 21enne che morì in un drammatico incidente in viale Ofanto.

Molto pericolose sono le strade d’accesso al capoluogo. Come via San Severo, ove nella notte tra il 21 e il 22 settembre scorso, un ragazzo di 29 anni, Nicola Lombardi, perse la vita in un incidente autonomo, alla guida della sua auto mentre tornava a casa. La notte prima, l’incrocio tra via Lucera e viale Candelaro fu teatro di un violentissimo scontro frontale tra una moto (in sella alla quale c’erano un ragazzo e una ragazza) e un’auto guidata da una donna. L’impatto fu fatale al giovane alla guida della moto, il 22enne Giuseppe Sciotti.

Sempre alle porte di Foggia, ma nella zona sud della città, in via Cerignola si consumò uno degli incidenti più gravi, che coinvolse due autovetture: Donato Teora (80enne originario di Venosa) perse la vita, mentre altre 7 persone rimasero ferite. Era il 31 maggio. 

Pericolosissima resta la Tangenziale 673, dove il 5 marzo 2025 ben quattro auto rimasero coinvolte in un grave incidente, all’altezza del bivio per Castelluccio dei Sauri. Il 63enne Giuseppe Sabatino perse la vita, mentre altre tre persone rimasero ferite.

Nella centrale via Silvio Pellico, lo scorso 6 luglio perse la vita l 90enne Angelo Caggiano, fondatore del ‘Bar Artigian’. Con la sua Citroen C3 fu coinvolto in uno scontro con un’altra autovettura e dopo l’impatto terminò il tragitto sullo spartitraffico.

Una scia di sangue che impone una riflessione profonda su responsabilità, prevenzione e interventi non più procrastinabili. Sono tanti i cittadini foggiani che nelle ultime ore hanno esternato preoccupazione sul tema della sicurezza stradale. Ci si pone più di un interrogativo su quello che è stato fatto e su quello che si dovrebbe fare per rendere le strade cittadine più sicure. Illuminazione precaria, fondo stradale dissestato, segnaletica non sempre inappuntabile, semafori non funzionanti, sono tra le criticità evidenziate. 

“Foggia è buia. Fatevi una passeggiata serale verso il parco ‘Campi Diomedei’, credo sia più dignitosa l’illuminazione del cimitero”, racconta un cittadino. C’è chi manifesta preoccupazione per la visibilità nelle ore serali sul tratto delle ‘tre corsie’ all’altezza del tribunale: “A volte sono costretto ad azionare gli abbaglianti”. Un residente di via Martiri di Via Fani – a pochi passi dal Policlinico di Foggia – racconta di auto che sfrecciano a velocità sostenuta, specie nelle ore serali. 

Senza dimenticare la mancanza di disciplina e di corretta applicazione delle norme del codice della strada. Non sono pochi i punti della città in cui il limite di velocità viene sistematicamente superato. Elemento che riporta in auge il tema dell’abbassamento del limite a 30 km/h, propugnato a più riprese e rilanciato dal consigliere comunale Nunzio Angiola. Ma c’è chi pensa che non basti, o che comunque servano altre misure, come il ricorso ai dossi o agli autovelox, o controlli più frequenti.