di
Giovanna Maria Fagnani
Alle 14.45 le esequie in contemporanea: l’utimo saluto a Chiara alla basilica di Santa Maria delle Grazie e ad Achille alla basilica di Sant’Ambrogio. Nelle loro scuole momenti di commemorazione e di riflessione con gli psicologi
«Credo che sia giusto chiedere giustizia. Se i locali che ospitano persone che fanno festa non sono adeguatamente sicuri è una grave responsabilità per chi li gestisce. Poi, certo la giustizia non restituisce la salute ai feriti né i morti alle loro famiglie, ma resta una richiesta legittima e doverosa». Giustizia per i ragazzi di Crans-Montana. La evoca l’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, quando, poco dopo le 14, arriva al Collegio San Carlo, alla camera ardente di Chiara Costanzo, la studentessa del Moreschi scomparsa nell’incendio di Le Constellation. Gli chiedono parole di conforto per le famiglie dei ragazzi deceduti e dei feriti. «Credo che la commozione e l’emozione che questa tragedia ha suscitato in tutti sia il conforto più necessario in questo momento – risponde l’arcivescovo -. Poi, come si sa, commozione e emozione svaniscono presto e quindi ci vuole qualcosa di più serio e solido e io sono convinto che in questo caso sia necessario lo spiraglio della speranza e l’intensità della preghiera». E chiede ai giovani «di farsi avanti, perché possiamo sperare in un futuro diverso, non si rassegni alla morte e alla disperazione». Poi parte alla volta dell’oratorio di San Sigismondo, dove benedirà la bara di Achille Barosi, la seconda vittima milanese di Crans-Montana.
Ma alla richiesta di giustizia si unisce anche il sindaco Giuseppe Sala. «Io ho avuto casa in Svizzera, adesso non ce l’ho più, ma ci vado sempre a casa della mia compagna e non spetta a me dare giudizi, però quello che so è che le regole, per esempio per il rilascio del certificato di prevenzione Incendi, in Italia sono più rigorose», sottolinea Sala partecipando alla «Befana dei clochard» al Principe di Savoia. E conclude: «Ora bisogna che le famiglie abbiano giustizia e che il nostro Paese si impegni perché arrivi».
Cercare giustizia, perché cercare un senso è inutile in una tragedia simile. Oggi è giornata di lutto cittadino. Le esequie di Chiara e di Achille si terranno entrambe alle 14.45. L’ultimo saluto a Chiara sarà alla Basilica di Santa Maria delle Grazie, di fronte al Collegio San Carlo, che lei frequentò alle primarie e alle medie. A celebrare la messa l’ex rettore del Collegio, monsignor Alberto Torriani, mentre alla Basilica di Sant’Ambrogio, a officiare la cerimonia funebre di Achille, sarà l’abate Carlo Faccendini.
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In questi giorni il viavai alle camere ardenti è stato incessante. «Siamo due genitori. Non ci conosciamo, ma siamo venuti per dirvi di avere il coraggio di vivere» scrivono Cesare e Daniela alla famiglia di Achille sul libro funebre.
Oggi tutte le scuole in Italia osservano un minuto di silenzio. Ma al liceo scientifico Moreschi e all’artistico delle Orsoline è anche il giorno dell’addio, del banco vuoto, dei fiori bianchi, le dediche, le lacrime. Non sarà giornata di lezione, ma di riflessione, aiuto psicologico e commemorazioni. Le lezioni termineranno in anticipo per poter partecipare ai funerali. Alle Orsoline, ieri, i docenti hanno seguito un incontro online con uno psicologo. «La consulenza psicologica in questi casi è quasi più importante per i docenti che per gli alunni» sottolinea la rettrice, suor Claudia Linati. «Domani dovrò fare l’appello e questo pensiero mi turba profondamente. Un altro scoglio oltre a quello del banco vuoto. Come reagiremo noi e i ragazzi? Continuo a chiedermelo» racconta una degli insegnanti di Achille. Il liceo lo ricorderà nei prossimi giorni anche con una nuova commemorazione.
Il Moreschi, invece, dedicherà a Chiara l’intera giornata di venerdì. Dalle 9, in aula magna, prenderanno la parola il preside, Bruno Rossilli, i compagni di classe e gli amici della giovane. Le parole si susseguiranno a interventi musicali. Seguiranno un minuto di silenzio e un lancio di palloncini. Nelle prossime settimane seguiranno altre iniziative: l’intitolazione del laboratorio di scienze, una camminata silenziosa e la creazione delle maglie della squadra di calcio dell’istituto con il nome di Chiara. I rappresentanti d’istituto pensano anche di promuovere in futuro, un confronto con esperti di sicurezza. «Per aiutare la comunità scolastica a comprendere come comportarsi in determinate situazioni e a conoscere meglio le norme di sicurezza vigenti sul territorio nazionale».
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7 gennaio 2026 ( modifica il 7 gennaio 2026 | 18:04)
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