di
Tiziano Grottolo
Marin Jelenic, fermato per l’omicidio di Alessandro Ambrosio, aveva diversi precedenti. Alcun mesi fa aveva tentato di rubare delle birre in un supermercato di Udine: per fermarlo erano dovuti intervenire i carabinieri
«So di essere ricercato, ma non esattamente per che cosa», si sarebbe difeso così il 36enne croato senza fissa dimora, Marin Jelenic, fermato per l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni accoltellato all’addome nel pomeriggio del 5 gennaio mentre si trovava nel parcheggio riservato ai dipendenti della stazione di Bologna. La polizia ha rintracciato Jelenic davanti alla stazione ferroviaria di Desenzano del Garda (nel Bresciano), dove sarebbe arrivato in autobus dopo essere passato anche da Milano. Subito dopo l’omicidio, erano state diffuse le foto del presunto assassino, immagini che hanno immediatamente attirato l’attenzione di Alfredo Vasto, titolare del supermercato Conad di via Vittorio Veneto a Udine.
Il supermercato devastato
Infatti, lo scorso 18 ottobre, Jelenic era stato sorpreso a rubare all’interno del negozio. «Se ne è accorto uno dei dipendenti — spiega Vasto — che lo aveva notato mentre nascondeva birre e altri articoli nello zaino». A quel punto il 36enne era stato invitato a pagare la merce, altrimenti il dipendente avrebbe dovuto chiamare i carabinieri. In tutta risposta il 36enne croato, con precedenti per porto d’armi da taglio e già autore di alcune aggressioni sui treni, aveva dato in escandescenza devastando parte del supermercato. Dopo aver mangiato alcuni snack, se l’era presa con alcuni scaffali, distruggendoli a calci. Non contento, aveva lanciato alcune lattine di birra contro una cassa automatica sotto lo sguardo impaurito degli altri clienti.
Identificato e portato via dai carabinieri
Tutto ciò fino all’arrivo dei carabinieri e della polizia locale. Jelenic è stato ammanettato dai militari e portato in caserma per essere identificato. Prima di abbandonare il negozio era comunque riuscito a sputare contro uno dei dipendenti. «Poche ore più tardi — ricorda Vasto — l’uomo era stato visto nuovamente in zona». Dopo quanto accaduto a Bologna, il titolare del supermercato non ha potuto fare altro che immedesimarsi nella vittima: «Poteva accadere a chiunque. Furti ed episodi di violenza si verificano di frequente nei supermercati come il mio. Quel giorno nessuno si era fatto male ma con il senno di poi sarebbe potuto capitare anche a me».
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I precedenti
La vicenda ha riacceso le polemiche sulla sicurezza nelle stazioni. A quanto pare, Jelenic ha alle spalle una storia di dipendenza da alcol e altre sostanze, e sarebbe affetto da disturbi psichiatrici. Lo stesso giorno dell’omicidio era stato allontanato più volte dalla stazione di Bologna, dove, in mattinata, aveva creato problemi nel supermercato del primo binario. Si tratterebbe quindi di un soggetto noto tra il personale delle varie stazioni del Nord Italia. Era libero di spostarsi, nonostante fosse destinatario di un ordine di allontanamento comunitario emesso dal prefetto di Milano. Un provvedimento arrivato dopo che lo scorso 22 dicembre il 36enne era stato sorpreso in strada con un coltello. Ora in molti si interrogano se un’azione più incisiva avrebbe potuto salvare la vita di Alessandro Ambrosio.
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7 gennaio 2026 ( modifica il 7 gennaio 2026 | 15:45)
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