Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Gallipoli e Taranto

Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’ l’unico atteggiamento consono al Taranto Calcio. Con l’avvento dei Ladisa, in città si è diffuso un entusiasmo contagioso, per certi versi comprensibile ma fuorviante. Dopo l’era Giove, l’affidabilità economica dei nuovi proprietari ha portato con sé la convinzione che anche i risultati sul campo fossero facilmente acquisibili.

Invece no: il Taranto, come tutti i comuni mortali, riscontra le difficoltà legate alla pianificazione deficitaria. A poche settimane dall’avvio del campionato di Eccellenza, il titolo sportivo era ancora nelle mani del sindaco. Il riflesso sul campo è l’attuale caos, tra avvicendamenti al vertice come in panchina e il ritardo incolmabile nei confronti della prima in classifica, dodici punti di distacco dal Bisceglie capolista.

Nelle ultime ore, la fiammella della speranza ha ripreso vigore. Le porte della Serie D non sono totalmente sbarrate. L’accesso è possibile attraverso la Coppa Italia di categoria. Ma il percorso è lungo. Il Taranto dovrà superare il Gallipoli nel match di giovedì per poi scontrarsi in finale con il Bisceglie, attualmente favorito. In caso di successo, affronterà la fase nazionale. E solo se avrà la meglio sulle altre rivali, conquisterà il diritto a disputare il campionato Dilettanti, rimpiazzando eventuali società che daranno forfait.

Un atteggiamento positivo e propositivo, dunque, è necessario ai fini del morale. Ma nessuno si illuda che sarà facile. Perché oggi il Taranto è un club d’Eccellenza, con una storia gloriosa alle spalle, ma in fase di ricostruzione. Utile più che mai la parafrasi di un vecchio ritornello dei Morcheeba, band londinese affermatasi alla fine degli anni ’90: Roma non fu costruita in un giorno.