di
Christian Gaole

Enrico Fratton abitava a Povegliano Veronese: lavorava nella macelleria del paese insieme ai genitori

Povegliano Veronese piange Enrico Fratton, 25 anni, morto improvvisamente mentre era in vacanza con gli amici a Budapest. Il decesso è avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi, quando il giovane si trovava a in Ungheria con alcuni amici. Un malore improvviso, accusato in albergo, non gli ha lasciato scampo. La notizia della scomparsa ha raggiunto in poche ore il paese in provincia di Verona in cui viveva e lavorava.

Il viaggio e la morte

Enrico era partito pochi giorni prima per il viaggio e sarebbe dovuto rientrare in Italia il 4 gennaio. Durante la notte si è sentito male nella stanza dell’hotel. Gli amici che erano con lui si sono accorti delle difficoltà respiratorie e hanno subito dato l’allarme. Il personale della struttura ha chiamato i soccorsi: i sanitari hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione ma non c’è stato nulla da fare e il giovane è morto dopo l’arresto cardiaco. Le autorità locali hanno avviato gli accertamenti di rito, mentre è stata disposta l’autopsia.



















































Il lavoro di famiglia

Figlio di Giovanni Fratton e Sara Vantini, Enrico era cresciuto tra le mura della storica macelleria di famiglia, nel cuore del paese. Un’attività che rappresenta da generazioni un punto di riferimento per Povegliano e dove il 25enne lavorava con orgoglio, preparandosi a portarne avanti la tradizione. Dietro quel bancone era conosciuto da tutti: clienti abituali, colleghi e amici. «La gente entrava anche solo per fare due chiacchiere con lui» raccontano in paese. 

Il cordoglio

Chi lo frequentava descrive Enrico come un ragazzo disponibile, sempre pronto alla battuta, capace di mettere a proprio agio chiunque. «Sempre col sorriso», ripetono in molti. Il cordoglio ha coinvolto l’intera comunità e la stessa amministrazione comunale che si è stretta attorno alla famiglia. «Un dolore profondo e improvviso che colpisce tutta la nostra comunità», ha detto la sindaca Roberta Tedeschi, «ci lascia senza parole e ci unisce in un abbraccio sincero ai genitori e ai familiari di Enrico». Uno dei suoi più cari amici, Riccardo Martari, lo ricorda così: «Una persona con cui era un piacere passare del tempo, per una chiacchiera o anche solo un bicchiere».

Nelle ore successive alla notizia della morte anche il parroco del paese si è recato a fare visita alla famiglia, unendosi al silenzio e alla preghiera. Numerosi i messaggi di vicinanza arrivati da amici, conoscenti e clienti. Sui social, fotografie e ricordi raccontano una vita breve ma intensamente vissuta. Enrico amava lo sport, la compagnia, i viaggi. Aveva progetti, desideri, una quotidianità fatta di lavoro e relazioni. «Era uno di noi», dicono gli amici. Ora resta un vuoto improvviso, che va oltre il dolore privato e diventa quello di un intero paese, ancora incredulo davanti a una perdita così repentina.


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6 gennaio 2026 ( modifica il 7 gennaio 2026 | 12:48)