Qualcuno stringe tra le mani un bouquet bianco. Molti hanno scelto una rosa bianca. Un fiore per salutare per l’ultima volta a Chiara Costanzo, morta a 16 anni nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana.
In tantissimi mercoledì 7 gennaio hanno preso parte al funerale della studentessa del liceo Moreschi di Milano. Amici, compagni di scuola, parenti: la folla era così numerosa che la Basilica di Santa Maria delle Grazie non bastava a contenere tutti e chi è rimasto fuori ha riempito il piazzale del sagrato, rimasto come sospeso in un silenzio commosso. Tra i presenti anche il sindaco di Milano Beppe Sala, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e la senatrice a vita Liliana Segre.
Al termine del funerale, celebrato da monsignor Alberto Torriani, ex rettore del Collegio San Carlo che Chiara Costanzo aveva frequentato da bambina, a prendere la parola sono stati familiari e amici. Parole, messaggi, lettere affidate alla voce di chi Chiara l’ha conosciuta e vista crescere. E si è trovato a doverle dire addio troppo presto. Dediche che hanno ricordato la sua travolgente allegria, la passione per lo sport, la curiosità innata che illuminava il suo sguardo anche tra i banchi di scuola.
E proprio Esmeralda C., una delle professoresse della studentessa 16enne, docente di italiano e latino del liceo Moreschi di Milano, ha dedicato alla giovane una lunga lettera. Eccone alcuni passaggi.
La lettera della prof a Chiara Costanzo
“Ciao Chiara, amore mio. Mi sembra impossibile doverti parlare da lontano come se nn avessi più modo di incontrarti, come se fosse l’ultima volta. Ma so che non sarà così.
Voglio esserci adesso perché tu sappia quanto sei importante per me (…).
Ricordo la prima volta che ti ho incontrato, con quel sorriso angelico che avrebbe sciolto anche una calotta polare. Ricordo il tuo sguardo pieno di curiosità quando vi raccontavo delle guerre Persiane (…), ricordo le tue espressioni quando esponevo una teoria che nn rispettava il tuo altissimo senso di giustizia”.
E ancora: “Era questo che sapevi fare portare il buon umore ovunque ti trovassi, anche durante una noiosa lezione di metrica latina.
Non vedevi l’ora di iniziare a studiare la Divina Commedia: non ti servirà, più tesoro mio, sarai tu a darci le risposte che nel nostro piccolo umano mondo ci affanniamo a cercare.
Tu a vigilare su chi saremo.
Il dolore che sentivo si è trasformato in conforto ora che ho capito che non sei scomparsa ma resterai nei nostri ricordi.
Nell’energia che hai lasciato in ciascuno, ogni volta che parleremo di te
Aiutami a fare vedere loro quanto di bello ancora rimane”.