L’unico figlio, erede a pieno titolo, Nicolas, e l’ultimo marito, Bernard d’Ormale (pretendente all’eredità) di Brigitte Bardot, entrambi presenti ieri ai funerali a Saint Tropez, da qualche settimana hanno avviato procedimenti giudiziari distinti, per contestare le disposizioni testamentarie dell’attrice che ha destinato quasi tutto il suo patrimonio alla Fundation omonima.
Complessivamente, secondo fonti bancarie, il valore dei suoi averi dovrebbe attestarsi attorno a 69,5 milioni, attualizzando i rendimenti dei 9-10 milioni di titoli di stato italiani, tedeschi, francesi, spagnoli e fondi (circa il 20% del totale), mentre la nuda proprietà del residuo è costituita da ville, diritti vari, elargizioni conferiti alla Fondazione messa in piedi a tutela degli animali: tra suoi e “ospiti” attualmente ce ne sarebbero 300, accuditi nell’ente BB, nato nel 1986 a difesa degli animali e al loro recupero: decine di cani e gatti, capre, pecore, maiali, cavalli animali selvatici feriti o salvati. L’usufrutto dei beni trasferiti alla fondazione se lo era tenuto BB fino alla morte, cosicchè ora l’intera proprietà è dell’ente guidato dalla direttrice generale Ghyslaine Calmels-Bock.
I PALETTI DI LEGGE IN FRANCIA
Secondo indiscrezioni attendibili, al figlio nato nel 1960 dal matrimonio con l’attore Jacques Charrier, con cui aveva da anni un rapporto conflittuale a causa della rivelazione di «non aver desiderato la maternità e di aver vissuto la gravidanza e la nascita del figlio come un peso», l’attrice scomparsa il 29 dicembre a 91 anni, avrebbe destinato solo una quota di circa il 15% del totale. Ci sarebbe una violazione del diritto successorio, di qui l’impugnazione del testamento. Diversa la posizione e le prospettive del marito che pure ha avviato carte bollate parallele.
«La legge francese concede una maggiore autonomia al de cuius che fa testamento rispetto alla legge italiana, consentendo in alcuni casi di disporre diversamente, pur con alcune tutele per i discendenti (la cosiddetta réserve héréditaire per i figli, corrispondente alla legittima italiana)», spiega Alessandro Orsenigo, uno dei maggiori esperti italiani (e non solo) di successioni, partner dello studio Orsenigo & Valentini, che in queste settimane sta gestendo una eredità sempre in Francia, simile a questa di BB. «In particolare solo i discendenti del de cuius (figli, nipoti, ecc. in ordine di priorità) e il coniuge del defunto, quest’ultimo però solo in mancanza dei primi) hanno diritto a una quota di legittima». Dalle parole del massimo esperto milanese, si evince che nella querelle aperta dalle decisioni dell’attrice ribelle, l’unico ad avere titolo è Nicolas e non l’ultimo coniuge.
LA METÀ DELLA RISERVA
I parenti in linea ascendente (genitori, nonni, bisnonni) e collaterale (stipite) «non hanno diritto a una quota di legittima che è un diritto che varia a seconda del numero di figli del defunto o della qualità dell’héritier réservataire (legittimario: figlio o coniuge), non può superare i tre quarti del patrimonio». Dunque per il diritto francese, la quota di riserva a favore dei figli è pari alla metà se il de cuius lascia solo un figlio al momento del decesso, e di due terzi se lascia due figli e di tre quarti se lascia tre o più figli (articolo 913 del codice civile francese)». Nella vicenda ereditaria della icona cinematografica francese, simbolo di una femminilità libera e ribelle, essendoci solo un figlio, egli avrebbe diritto a metà dell’eredità.
Negli ultimi anni BB ha fatto donazioni alla fondazione riducendo al minimo la porzione spettante a Nicolas. «Come in Italia le donazioni disposte in vita e quelle disposte con testamento non possono violare la legittima spettante, in questo caso al figlio, che può chiedere entro cinque anni dall’apertura della successione che siano ridotte», prosegue il legale. «Perciò, qualora una donazione diretta o indiretta intacchi la legittima di uno o più eredi, tale donazione può essere ridotta e dedotta dalla parte disponibile (non riservata) del patrimonio (articolo 920 del codice civile)». È prevedibile che in tribunale ci sia battaglia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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