Allenati, mangia, riposa. Per Nathan Feral, ventiduenne francese opposto della Ma Acqua S. Bernardo Cuneo, questa è la regola della prima stagione all’estero. Una novità, perché prima non gli era mai successo di vivere il tempo fuori dal campo solo in funzione del tempo sul campo: c’era una laurea in Informatica ed Elettronica da inseguire.

Adora fare pesi, «ma devono essere funzionali al volley» (DANILO NINOTTO)

 

«L’anno scorso a Tolosa mi alzavo alle 6,30, seguivo le lezioni, alle 15 mi allenavo, poi studiavo: non dormivo abbastanza, mi sentivo stanco». Quel titolo l’ha messo in stand by, adesso il progetto cui dedica anima e corpo è la pallavolo. «Il recupero è una componente fondamentale: al sonno riservo il giusto spazio, senza esagerare». Lo stesso vale per i pesi – «adoro farli, ma devono essere funzionali al volley». Tra l’allenamento e il riposo c’è il cibo, per il quale Feral ha una grande passione: «Nel tempo libero mi piace prendere un gelato in centro a Cuneo e provare ristoranti: quando sono a casa cucino cibi semplici e sani, così quando mangio fuori posso concedermi qualche sfizio». Fra i preferiti cita focaccia con prosciutto e stracciatella di Moris, panettone, crostata e Prosecco: «Non amo molto il vino, ma il Prosecco sì». Buon per Cuneo che nella geografia della SuperLega non ci sia una Conegliano. Alla trattoria Da Costa del presidente di Cuneo Volley Gabriele Costamagna ci è capitato per caso la scorsa estate con la famiglia, da allora ci torna anche quando la fidanzata Magnoly, che vive a Parigi e si occupa di social nel mondo del gaming, viene a trovarlo. I suoi genitori, Stéphane e Cécile, entrambi insegnanti di Educazione fisica a Besançon, hanno trascorso Natale con lui e l’hanno seguito nel Boxing Day a Modena, con relativa visita al Museo Ferrari a Maranello.

Prima calcio, pallamano e atletica. Poi il volley

Papà Stéphane ha giocato a pallavolo in terza divisione, ma la scelta della pallavolo è stata tutta di Nathan, e non è stata immediata: «Ho giocato a calcio, pallamano, ho praticato atletica, in particolare i 1.000 metri, poi ho iniziato con la pallavolo a 12 anni. I miei genitori mi hanno sempre spinto a mettere lo studio e la pallavolo sullo stesso piano, perché nessuno poteva sapere dove mi avrebbe portato lo sport». Il Nathan Feral di cinque anni fa, ma forse anche quello di due anni fa, non avrebbe pensato di essere oggi il quinto bomber più prolifico della SuperLega.

Brindisi con la fidanzata Magnoly al ristorante Da Costa (VALERIO GIRAUDO)

 

Se è successo, è anche merito di Cuneo: «Il Palazzetto, i tifosi, l’atmosfera, la società: ho fatto bene a scegliere di venire qui». Sarà lui il punto di riferimento per il connazionale Alexandre Strehlau, ventunenne schiacciatore neo biancoblù: «Sono contento di poter parlare francese con lui», dice, anche se il suo italiano è già discreto, e comunque sufficiente per ordinare al ristorante.