Quando si parla di longevità nei videogame ci si riferisce sempre a un obiettivo rincorso bene o male da tutti gli sviluppatori per far colpo sugli utenti, ma soggetto a differenti tipologie di comprimessi a seconda del genere di riferimento. Compromessi difficili da ottenere soprattutto per il variegato mondo degli MMO che si alimenta di contenuti e update ciclici per rimpinguare i propri server e convincere una community da mantenere costantemente attiva, possibilmente negli anni.

Un obiettivo difficile e per nulla banale che nel caso di un progetto del calibro di The Elder Scrolls Online ha portato ha incredibili risultati in tutti questi anni di pubblicazione. Mi riferisco a un sistema di macro aggiornamenti che quasi ogni anno, dal 2014 a oggi, è riuscito a mutare ed espandersi per conquistare e mantenere una fetta importante di appassionati, nonostante l’evolversi del medium stesso.

Proprio per questo motivo, in realtà qualcosa è cambiato nel recente passato e gli sviluppatori hanno deciso di dare una sterzata, che ha il sapore di una parziale rivoluzione, al sistema di update del proprio MMORPG conosciuto e apprezzato in tutti questi anni.

Nello specifico, Bethesda ha deciso di passare al sistema delle Stagioni, abbandonando i Capitoli tanto cari ai vecchi fan, con una strategia – in realtà – estremamente ramificata e figlia di un ragionamento importante a monte. Per spiegare la natura di questo ragionamento, gli sviluppatori hanno organizzato un evento di anteprima dedicato alla stampa dove hanno parlato propri della loro nuova visione per i futuri update di The Elder Scrolls Online e ammetto di essere rimasto piacevolmente colpito.

Flessibilità e costanza

L’evento seguito con particolare attenzione in streaming ha visto il coinvolgimento di Nick Giacomini e Susan Kath, rispettivamente Game Director ed Executive Producer di The Elder Scrolls Online, in una lunga chiacchierata utile ad esporre in primis i motivi che hanno portato a quello che è considerato il più grande cambiamento nella storia del progetto.

Un cambiamento, secondo gli sviluppatori, necessario per continuare a lavorare sul gioco insieme alla community di appassionati e soprattutto grazie ai loro numerosi e costanti feedback.

Feedback che in passato hanno portato a diversi cambi di rotta e aggiornamenti, ma che non potevano più essere gestiti con il sistema dei Capitoli, ovvero con macro-aggiornamenti che ogni anno o anno e mezzo portavano a lavori a compartimenti stagni e fin troppo complessi dal punto di vista gestionale. Considerando, invece, le nuove necessità della community di appassionati si è deciso di passare al sistema delle Stagioni, con aggiornamenti da inizio 2026 previsti ogni tre mesi circa ed una roadmap già sorprendentemente chiara e nutrita sul piano contenutistico.

Il motivo principale del cambiamento riflette quanto appena menzionato e si traduce nella necessità di predisporre una maggior flessibilità per il team di lavorare a nuovi contenuti e in parallelo ascoltare i suggerimenti degli appassionati, approntando dove possibile le modifiche richieste con maggior rapidità e incisività.

Sotto questo aspetto, come dichiarato dallo stesso Nick Giacomini, il modello dei Capitoli era ormai da considerare troppo limitante per le ambizioni di Bethesda. Il tutto, nell’ottica di riuscire di ottimizzare il lavoro e gestire con maggior efficienza gli update seguendo anche il comportamento in game degli utenti, man mano che provano nuove meccaniche o aree poco per volta.

Passare a questo sistema non è stato poi per nulla semplice perché ha comportato un certo rallentamento soprattutto nell’ultimo anno, considerato come vero e proprio periodo di transizione. Un periodo di passività che ha reso ancora più trasparente e chiara, però, la volontà di voler continuare a far evolvere The Elder Scrolls Online assieme alla propria community per renderlo l’esperienza sempre più su misura per l’utente finale.

La roadmap mostra chiaramente una mole di contenuti spropositata.

Gli sviluppatori hanno voluto ribadire come le varie Stagioni previste portino tantissimi nuovi contenuti in termini di varietà, come meccaniche di gioco, nuove aree di Tamriel esplorabili e dungeon sempre più pericolosi e articolati, con una pubblicazione più costante e scadenzata per stimolare e incuriosire il giocatore nel modo più efficiente possibile.

Il primo vero vantaggio di questo cambiamento, in realtà, riguarda anche una maggior chiarezza sul piano dei costi per i vari update.

Il team si è reso conto che pagare una determinata cifra per ciascun Capitolo rilasciato portava delle barriere d’ingresso non indifferenti, dove solo se si fosse posseduto lo stesso contenuto si sarebbe potuto affrontare quell’area sbloccata insieme ai propri amici; una situazione che con l’aumentare dei Capitoli e micro DLC separati ha portato un poco di confusione.

Da ora in poi invece, con il sistema di update che prende il via con la Stagione Zero, tutti i nuovi contenuti, le nuove storie e le meccaniche introdotte saranno completamente gratuite per chiunque possiede il gioco base, includendo ovviamente chi si iscrive tramite abbonamento Xbox Game Pass o Playstation Plus. Ovviamente il gioco continua ad avere contenuti a pagamento, ma questi saranno quasi esclusivamente legati a costumi, elementi estetici, monete in game, bonus di progressione oppure potenziamenti utili a raggiungere con anticipo determinati status in game.

A questo punto della chiacchierata la curiosità sulle Stagioni ed i rispettivi contenuti era difficile da nascondere. Susan Kath, allora, ha ben deciso di sbilanciarsi mostrando con decisione interessanti dettagli sulla natura delle stesse.

Mi riferisco quindi a contenuti comunque corposi e vari in termini di offerta che vedranno la luce 4 volte all’anno con cadenza trimestrale, ciascuno dei quali porterà sfide PVE, nuove diramazioni narrative, nuove aree esplorabili e nuovi eventi live a tema, senza dimenticarsi di particolari sfide legate al PVP ed elementi legati ai feedback della community stessa o del tutto sperimentali.

La roadmap svelata dagli sviluppatori mostra chiaramente una mole di contenuti spropositata per il 2026 di The Elder Scrolls Online. Con la primavera che vede l’introduzione della già menzionata Stagione Zero per poi susseguirsi nei vari mesi con update vari e schedulati fino all’inverno inoltrato.

Qualità e quantità senza compromessi

Aggiornamenti che ovviamente menzionano anche un Battle Pass per i più appassionati e avvezzi a questo genere di contenuti, oltre che a un nuovo sistema di difficoltà più elevato – per determinate aree PVE notturne – che si impennerà ulteriormente nel tempo registrando feedback e risultati dei giocatori, proponendo sfide sempre avvincenti.

Ovviamente il Battle Pass sarà suddiviso su più aree – con tanto di premi – accessibili a tutti, oltre che a diramazioni extra per gli utenti paganti per ottenere skin, oggetti e cosmetici unici e a tempo limitato.

Non mancano nemmeno missioni e dungeon ideati per rendere l’esperienza generale maggiormente valorizzata anche per i giocatori solitari, mentre gli accorgimenti per bilanciare le esperienze di gruppo continueranno senza sosta come già avvenuto con il precedente sistema dei Capitoli.

Come se non bastasse, gli sviluppatori hanno voluto sbilanciarsi anche sulla volontà di evolvere il combat system secondo le varie classi presenti, trasformandole e plasmandole nei mesi su più step.

Si comincia, ad esempio, a marzo con un refresh dedicato al Dragonknight (con tanto di nuovo ramo di skills basato sulla doppia lama), per poi concentrarsi nei mesi successivi con le nuove Stagioni al Licantropo, per poi passare al Guardiano e al Mago. Tutti con nuovi rami di abilità che ampliano la varietà di approccio in game, oltre a nuovi bilanciamenti sempre figli dei feedback dei giocatori.