di
Paolo Condò
L’Inter vola verso il titolo d’inverno pur avendo subito 4 sconfitte, un record negativo: Chivu dimostra cinismo contro le piccole e domenica lo scontro col Napoli, ora distante 4 punti, gli offre due risultati su tre
L’Inter non è ancora campione d’inverno perché tra la gara di oggi col Genoa e i recuperi della prossima settimana il Milan, solo lui, mantiene una chance di sorpasso. Essendo però l’opzione largamente più probabile, diciamo che nei tornei a 20 squadre un titolo di metà percorso con quattro sconfitte sulla groppa non s’era mai visto. E dunque la percezione che Cristian Chivu stia effettivamente facendo qualcosa di diverso, malgrado lo stesso modulo e in gran parte gli stessi uomini, è forte.
Se si esclude la sconfitta dall’Udinese di agosto, infatti, l’Inter non ha lasciato nulla né in Italia né in Europa all’ampia platea di avversarie più deboli. Nessuna distrazione. Nessuna concessione. Nessun incidente. Il Parma ieri è stato subissato. Segnali di grande cinismo che fanno un po’ a pugni con l’aria quasi bohemienne di Chivu e la sua leadership gentile.
La gentilezza di un lupo. Adesso i punti di vantaggio sul Napoli sono 4, e pur non avendo ancora l’aria di un giudizio universale lo scontro diretto di domenica definisce chiaramente chi può contare su due risultati. Sorpreso dal blitz del Verona, il Napoli ha soltanto sfiorato un’impresa riuscita quest’anno al Milan in casa del Torino, e a nessun altro: vincere tornando da due gol di svantaggio.
Abbiamo già segnalato come la serie A sia il campionato in cui vincere di rimonta è più difficile. Fin qui è accaduto 14 volte (in 184 partite); in Premier, per dire, è successo in 24 occasioni, e uno dei club di vertice, l’Aston Villa, con sei rimonte/sorpassi è uno specialista.
Che poi noi diciamo che il Napoli ha sfiorato l’impresa per l’impeto che ci ha messo e ovviamente per i due gol (correttamente) tolti dalla Var prima che Di Lorenzo fissasse il 2-2, ma come chance più pulita per vincere la gara andrebbe citato lo spiovente di Giovane all’inizio del recupero uscito di niente.
Conte è stato inesauribile nel maneggiare gli uomini a disposizione come un cubo di Rubik, con quella batteria di esterni capaci di dare qualcosa a ogni altezza del campo. Però gli spazi giocavano per il Verona, per cui il 2-2 non è stato nemmeno il peggiore dei mali. Echi dal profondo: l’Atalanta vola come un ciclista che ha forato e insegue il gruppo, il Bologna non sente la sveglia e sta diventando un problema, la Fiorentina si è convinta di potercela fare e quindi, in linea di massima, ce la farà.
8 gennaio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA