Nel 1992 un lungometraggio italiano conquista l’Academy, ottenendo l’Oscar come miglior film in lingua straniera: si tratta di «Mediterraneo» (1991), film di Gabriele Salvatores. La pellicola, terzo capitolo della cosiddetta «trilogia della fuga» dopo «Marrakech Express» (1989) e «Turné» (1990), racconta di un gruppo di militari italiani (Sergente Maggiore Nicola Lorusso/Diego Abatantuono, Tenente Raffaele Montini/Claudio Bigagli, Corrado Noventa/Claudio Bisio, Antonio Farina/Giuseppe Cederna, Luciano Colasanti/Ugo Conti, Eliseo Strazzabosco/Gigio Alberti, Libero Munaron/Memo Dini e Felice Munaron/Vasco Mirandola) che, nel 1941, approdano su una piccola isola dell’Egeo con il compito di stabilirvi un presidio. Grazie al rapporto con la popolazione e alla vita tranquilla del luogo si dimenticano del conflitto in corso, fino a quando – tre anni dopo lo sbarco – un aereo da ricognizione pilotato dal tenente Carmelo La Rosa/Antonio Catania compie un atterraggio d’emergenza. Soltanto quando il militare racconta cosa è successo in Italia (dalla caduta del fascismo all’armistizio) i soldati si pongono il problema del rientro in patria. Nonostante i numerosi riscontri positivi ottenuti («Mediterraneo», che si potrà rivedere su Cine34 alle 14.30, ha ricevuto anche 3 David di Donatello, 1 Globo d’oro, 1 Nastro d’argento e 1 Ciak d’oro) il regista ha raccontato nel 2016 a Io Donna di aver ritirato il meritato Oscar «con gran senso di colpa. Allora significava andare a ricevere un premio dall’impero del male».