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Riccardo Bruno e Andrea Pasqualetto

Jacques e Jessica Moretti indagati per la strage di Capodanno e quei legami sospetti tra Svizzera e Corsica. In passato l’uomo ha avuto 7 procedimenti e una condanna. Il notaio: «Ma a Crans è sempre stato impegnato e serio»

L’approccio con la Svizzera non era stato dei migliori. Anche se il processo venne celebrato in Francia, ad Annecy, le accuse a Jacques Moretti riguardavano infatti Ginevra. Nel 2008 il titolare del Constellation di Crans-Montana, il disco-bar della strage di Capodanno, era stato condannato a 12 mesi di carcere per sfruttamento della prostituzione in Svizzera: un centro massaggi che avrebbe gestito sulle sponde dell’Arve. 

«Rendez-vous des chaud lapins», chiamarono allusivamente l’operazione, nata da una soffiata alla polizia che parlava di giovani donne reclutate in Francia per lavorare su quei lettini. Va detto che Moretti ha respinto le accuse, a modo suo: «Ho solo gestito per tre mesi il locale». 



















































La sua avvocata, Annick Hingrez, aveva chiesto l’assoluzione sostenendo che le donne lavoravano senza costrizioni e che non si potesse condannare un imputato per un fatto commesso in Svizzera dove la prostituzione non è considerata reato. Comunque sia, grazie alla condizionale, fece solo quattro anni di carcere.

La ripartenza

Moretti, che aveva avuto anche altri guai con la giustizia francese (sette procedimenti, nessuna condanna), si era messo alle spalle questa burrascosa esperienza. Ma forse gli era stata utile per capire che puntare su atmosfere sensuali può far decollare un locale. Come spesso si trovavano al Constellation: balli in maschera con annunci in stile Eyes Wide Shut, serate per San Valentino con braccialetti colorati a seconda del proprio stato (accoppiato, single «semplice» o «in situazioni d’urgenza»). 

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E nel seminterrato c’era pure uno spazio riservato, il «Bar Clandestin», neon blu e una grotta con cascata d’acqua. Anche questo ha probabilmente contribuito al successo del bar-discoteca di Crans-Montana di cui Jacques, insieme alla moglie Jessica, entrambi indagati dalla procura cantonale per omicidio plurimo, lesioni personali e incendio colposi, ne aveva preso la gestione nel 2015, per acquisire l’immobile sette anni dopo per oltre 1,5 milioni di franchi svizzeri.

Locali e case

L’ascesa economica dei coniugi originari della Corsica negli ultimi dieci anni sembra inarrestabile. Nel 2020 aprono sempre a Crans un secondo locale, trasformando una brasserie nel più glamour «Senso», hamburger di qualità la sua nota distintiva. Nel 2023 è la volta di un ristorante, Le Vieux Chalet, che propone alta cucina corsa nella vicinissima Lens. Un’inchiesta della testata svizzera insideparadeplatz.ch ha ricostruito anche l’acquisto nel 2020 di un immobile a Lens di 80 metri quadrati più 112 di giardino e altri 106 di superficie edificabile. 

Nel 2024 nuova acquisizione, sempre a Lens: superficie complessiva di 501 metri quadrati, 147 a giardino e 126 ad altro spazio verde. Locali, immobili e soldi, sempre di più. Jessica ne ha investiti in un’attività immobiliare in Costa Azzurra, dove ha studiato fra Antibes e Monaco: gestione di appartamenti, prima anche a Parigi, poi circoscritta a Cannes, in un palazzo chic vicino al centro.

I sospetti

Insomma, una vorticosa attività che ora qualcuno, anche tra i colleghi ristoratori, si chiede se possa essere solo frutto di una brillante gestione economica. I giornalisti di insideparadeplatz.ch si sono spinti oltre andando a ripescare una notizia che l’estate scorsa aveva sollevato qualche domanda: una nutrita delegazione del Consiglio di Stato Vallese si era concessa una trasferta arrivando in Corsica in barca a vela. «Attività istituzionale, economica e culturale» avevano spiegato i consiglieri. Adesso tutto quello che rimanda alla Corsica è diventato sospetto. Jacques, nell’isola francese dove è nato, ha aperto il suo primo bar a Bonifacio. Chi lo conosce ricorda che da quelle parti era amico di Jean-Pierre Valentini, uomo d’affari originario di Corte che vive fra la Svizzera e Dubai, attualmente sotto processo a Marsiglia per riciclaggio e associazione per delinquere. La vicenda coinvolge la cosiddetta banda del Petit Bar, criminalità organizzata corsa.

«È un lavoratore»

Tuttavia c’è chi assicura sull’onorabilità di Jacques. «È un amico, un lavoratore — dice Charles-André Bagnoud, notaio a Crans-Montana —. Svolgeva il suo lavoro molto seriamente, lo vedevamo tutti i giorni, era sempre presente e impegnato».

In effetti, prima della tragedia di Capodanno, i Moretti apparivano come una coppia di successo, stimata e ben integrata nel tessuto sociale dell’esclusiva località alpina. Un artista e amico corso, Jean-Thomas Filippini, ha raccontato dei tanti progetti che aveva Jacques, tra cui anche festival di musica corsa. I proprietari del Constellation avevano anche organizzato il premio «Academic Excellence» destinato agli studenti meritevoli. Era Jessica, sempre elegantissima, a consegnare ai ragazzi i riconoscimenti: una busta con un contributo in denaro e una bottiglia magnum di champagne. Non potevano immaginare, che un’altra bottiglia avrebbe fatto crollare il loro mondo.

8 gennaio 2026 ( modifica il 8 gennaio 2026 | 07:47)