Se siete ancora convinti che il basket europeo non sia meritevole di particolare attenzione, allora è ora che iniziate ad aprire gli occhi per guardare lo spettacolo che avviene nei nostri campionati.

Domenica, in Italia, a Milano, abbiamo assistito ad uno dei finali più incredibili della storia della LBA tra Olimpia Milano e Udine.

Ci troviamo all’Allianz Cloud, per la sfida tra Milano e Udine valevole per la 14esima giornata dell’LBA, penultima del girone d’andata.

Calzavara ha appena concluso una striscia di 4 tiri liberi consecutivi, segnandone soltanto 2, ma portando comunque Udine avanti 79-81 con 14 secondi al termine.

A questo punto, coach Poeta è obbligato a chiamare time-out per la sua Milano. Ci sono 14 secondi di azione da rimessa laterale in attacco per trovare almeno un canestro da due punti e pareggiare il punteggio.
Shields batte la rimessa e passa la palla a Quinn Ellis, il play britannico si trova a centrocampo, pronto ad avviare l’azione. Ellis attacca subito sul lato sinistro la difesa di Udine che sembra essere leggermente impreparata sullo scambio in marcatura tra Christon e Ikangi, che si mette sul portatore di palla.

Ellis è molto rapido, ma la difesa di Ikangi e l’aiuto di Spencer non gli lasciano spazio per tentare l’appoggio al canestro, fermando la palla in movimento con 11 secondi da giocare. Riesce a fare due passi e trovare appena appena la visuale per passare la palla a Zach Leday, fermo in angolo.

Probabilmente Spencer si era dimenticato di chi stava marcando, fatto sta che appena si accorge di dove sta andando il pallone subito corre verso il giocatore di Milano. Leday riceve il pallone a 10 secondi dalla sirena, dopo 4 decimi la palla lascia le sue mani, con il suo classico tiro quasi da fermo.

Spencer tenta il tutto per tutto per sfiorare il pallone, finendo addirittura nella panchina bianconera, mentre coach Vertemati osserva la posizione dei piedi di Leday. A 8.5 secondi dal termine, la retina si muove, la sfera a spicchi entra perfettamente nel canestro, è la tripla dell’82-81.

Mentre il palazzetto sta ancora esultando e Spencer sta cercando di uscire da dove si è incastrato nella panchina di Udine, Mirza Alibegovic si fa dare velocemente la palla da Ikangi in rimessa. Calzavara ha le mani tra i capelli, ma Alibegovic non ci pensa due volte.

Si prende la palla, a 6 secondi supera il centrocampo, su di lui c’è Giampaolo Ricci a difendere, che non gli lascia spazio per attaccare o per avere una visuale libera al tiro. Alibegovic non può fare molto, mancano 5 secondi alla sirena e ha ancora palla in mano.

Il numero 5 bianconero va verso il lato destro del campo, quasi a toccare la linea della rimessa, e fa un arresto, alzandosi in alto per tirare. Ricci è su di lui, la mano quasi in faccia, mancano 4.5 secondi alla fine, a 4.1 la palla lascia le mani di Alibegovic.

Sembra uno di quei classici tiri disperati per la vittoria. La palla è in volo, Alibegovic, ormai tutto squilibrato, cade a terra dopo essersi alzato per tirare. A 2.5 secondi dalla fine passa affianco al tabellone, sembra un buon tiro.

A 2.4 secondi insacca la retina del canestro, è un tiro perfetto, è la tripla che vale il clamoroso vantaggio per Udine, il canestro dell’82-84, a 2.2 secondi dalla fine.

Milano ha l’ultima chance, chiama ancora time-out e ancora una volta Shields è a battere la rimessa laterale. Nebo taglia dietro la difesa per cercare di prendere il pallone in volo, ma Udine non lascia spazi.

Armoni Brooks, però, improvvisamente, si stacca dalla marcatura di Calzavara. Porta il difensore in confusione facendo finta di andare verso il centro per poi allargarsi sul lato sinistro. LeDay si allontana per lasciare spazio, Alibegovic, a marcarlo, lo lascia andare e si mette davanti a Brooks per occupargli la visuale del tiro e infastidirlo.

Il pallone arriva nelle mani di Armoni Brooks con 2.1 da giocare, con i piedi rivolti verso il fondo e la testa solo girata verso il canestro. Alibegovic ha il braccio completamente alzato davanti a lui, non lascia visuale libera, Calzavara sta arrivando.

Brooks fa un arresto girando i piedi verso il canestro al volo, come nei più classici degli allenamenti, come se fosse tutto normale. Alibegovic gli sta praticamente addosso, mancano 1.8 secondi alla fine, è l’ultimo tiro!

Brooks è in volo, il pallone lascia la sua mano a 1.4 secondi dal termine, a 0.1 preciso si insacca nel canestro. Alibegovic si è girato, ancora con le braccia alzate, per guardare l’esito del tiro. Un attimo dopo suona la sirena.

E’ la tripla della vittoria, quella dell’85-84, sulla sirena finale. Un finale incredibile e inaspettato. LeDay prende Brooks e lo butta a terra, insieme a lui, tutta la squadra li raggiunge festanti. La disperazione dei giocatori di Udine è visibile, ennesima sconfitta in stagione nei secondi finali, ma stavolta, non per colpe loro, ma perchè semplicemente dall’altro lato c’era uno che viene da un altro mondo, un alieno.

Armoni Brooks, lo Steph Curry della LBA e dell’Olimpia Milano. Alla quarta tripla della serata, al settimo tentativo per chiudere una prestazione da 14 punti ma non perfetta, con un plus minus di -11, molto negativo.

Se amiamo questo sport è per momenti come questo, quelli che in 10 secondi ti fanno vedere 3 triple segnate e 3 cambi di vantaggio, in un modo più incredibile dell’altro.

Perchè il basket è QUESTO, EMOZIONI!

Foto di Ciamillo Castoria