di
Esmeralda Calcullo

Il testo dedicato alla ragazza morta a Crans Montana dalla sua insegnante all’Istituto Moreschi di Milano: «Ricordo come fosse ieri il primo giorno in cui ti ho incontrata, con quel tuo viso angelico e quel sorriso che avrebbe sciolto persino la calotta polare»

Pubblichiamo questa lettera scritta da Esmeralda Calcullo, professoressa di italiano, latino e storia al Liceo Scientifico Moreschi di Milano, e docente di Chiara Costanzo.

Ciao Chiara, amore mio.
Mi sembra impossibile doverti parlare da lontano, come se non avessi più modo di incontrarti, come se fosse l’ultima volta. Ma, per fortuna, so che non è affatto così! Avremo di certo mille occasioni per dirci ancora tutto quello che dobbiamo e tuttavia io voglio cogliere l’attimo, voglio esserci adesso perché tu sappia quanto sei stata e sei importante per me.



















































Ricordo come fosse ieri il primo giorno in cui ti ho incontrata, con quel tuo viso angelico e quel sorriso che avrebbe sciolto persino la calotta polare. Ricordo il modo, delicato e discreto, con cui ti sei impressa nel mio cuore, poco a poco, come l’orma di una creatura elegante e impalpabile. Ricordo le tue domande piene di curiosità mentre vi raccontavo delle guerre tra Greci e Persiani, del coraggio dei 300 alle Termopili, di Maratona, della dignità di Socrate e della funzione civica della tragedia; ricordo il tuo sguardo curioso e le tue espressioni eloquenti ogni volta che esponevo una teoria che non ti quadrava, che non rispettava il tuo patrimonio etico, il tuo altissimo senso di giustizia.

Sono passati tre anni… Da prof di Storia sono diventata la prof di Italiano, e poi di Italiano e Latino; e in ognuna di queste forme tu mi hai sempre dimostrato la tua stima e il tuo affetto, con quel silenzioso rispetto che è proprio solo dei grandi e con l’intelligenza di chi sa vivere ogni cambiamento come un dono prezioso.

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Non c’è stata lezione in cui non abbia sentito la tua presenza solare, positiva, generosa e travolgente; eppure sei riuscita a darmi tutto questo senza mai risultare invadente o competitiva. Sapevi stimare senza adulare; eccellere senza prevaricare; donare senza pretendere. Sei sempre stata per gli altri, prima che per te stessa; hai sempre saputo dire e fare esattamente ciò che era opportuno, senza mai sbagliare.

Come facevi, Chiara?
Tra me e me pensavo che non fossi umana, o che fossi già così adulta da essere in grado di spiegarmi molte più cose di quelle che io speravo di insegnarti e che non sarebbero, comunque, mai state abbastanza per il tuo cuore curioso ed entusiasta.

Ma i ricordi passati si mescolano, ora, a quelli più recenti: la tua maturazione a donna, la tua serietà nel prendere alla lettera ogni mia consegna, il tuo confermarti la studentessa che ogni insegnante vorrebbe avere in classe. Abbiamo iniziato questo triennio all’insegna di una sfida: per me, quella di essere alla vostra altezza, per voi quella di reggere alle nuove, impegnative richieste che lo studio della letteratura italiana e latina ci avrebbe imposto. E tu non hai battuto ciglio: per te era solo l’ennesimo traguardo da raggiungere con impegno e determinazione, senza alcuna preoccupazione del voto ma in ossequio al desiderio di capire, approfondire, amare a fondo ogni argomento oggetto di studio. Ti piaceva scavare nei sentimenti dell’uomo, capire in cosa l’amore di Cavalcanti fosse diverso da quello di Dante e se le donne-angelo dello Stil Novo fossero consapevoli di essere l’oggetto del desiderio dei loro amanti. Guardavi ogni aspetto delle umane vicende con occhio moderno, lucido e critico, spingendomi alla riflessione continua e stimolandomi a trovare le parole giuste per dare soddisfazione ai tuoi innumerevoli dubbi. Contribuivi, in perfetta sinergia coi tuoi compagni, a rendere ogni lezione attiva e partecipata, concedendomi di trovare conferma nel tuo sorriso eloquente ogni qual volta capitava che io dubitassi della mia chiarezza: ci guardavamo, tu annuivi e io capivo di aver fatto centro. Eri il metro della mia efficacia.

Ricordi? Prima delle vacanze di Natale vi ho spiegato l’esametro dattilico e tu sei stata tra i primi a cimentarsi nella lettura. «Voglio provare!» hai detto con coraggio, senza paura di sbagliare, ma consapevole di poter sbagliare. Hai letto il proemio del De rerum natura in modo impeccabile ma molto serio, tanto che poco dopo non hai potuto fare a meno di scoppiare a ridere e hai trascinato tutti noi in quella contagiosa risata. Era questo che sapevi fare, portare il buonumore ovunque ti trovassi, anche durante una noiosissima lezione di metrica latina.

Non vedevi l’ora di approfondire la Divina Commedia e ti avevo promesso che avremmo iniziato a breve; adesso non ti servirà più, tesoro mio, la mia guida, perché sarai tu a spiegarci quali meraviglie si celano nel Paradiso di Dante, sarai tu a chiedere a Beatrice la natura di quell’Amore così perfetto da condurre a Dio, tu a interrogare tutti i grandi del passato con le tue acute domande, tu a darci le risposte che nel nostro piccolo, umano mondo ci affanniamo a cercare, tu a guardarci dall’alto e a vigilare su chi saremo, come potremo migliorarci, chi diventeremo sotto la tua protezione.
Chiara mia, il dolore che sentivo si è forse trasformato in conforto ora che ho capito che non sei scomparsa, ma che sei ovunque: nei nostri ricordi, nelle nostre aspirazioni, nell’energia che hai lasciato in ognuno e che si moltiplicherà ogni volta che parleremo di te.

Promettimi che sarai sempre accanto a me in questa meravigliosa, importante missione di formare i tuoi compagni, di farli crescere nel giusto, di guidarli al Bene; concedimi di stare sempre dalla loro parte, aiutami a far vedere loro quanto di Bello ancora rimane, quanto tu sia presente in ogni loro sguardo, in ogni loro azione e in ogni loro sorriso, quanto tu ci voglia bene.
Preparati perché sarà un incarico gravoso, ma so già che non vedi l’ora di iniziare!
Ti voglio un bene infinito.
E grazie di avermi scelto come compagna di viaggio nel tuo luminoso cammino! ⭐️ Con amore, la tua prof.


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8 gennaio 2026 ( modifica il 8 gennaio 2026 | 10:40)