GUENDOUZI – “Io pensavo che fosse uno dei sette/otto su cui porre le basi per il futuro. Noi siamo una realtà che quando arrivano offerte di quelle dimensioni diventa difficile. Capisco anche le difficoltà”.
RATKOV – “Per quanto riguarda Ratkov è un giocatore che non conosco. Non so che dire, imparerò a conoscere e vedere qualità, difetti e come sfruttarlo. Probabilmente loro (la società, ndr) lo conoscono meglio di me non seguo il campionato austriaco. Vediamo pregi e difetti, se la società l’ha preso probabilmente lo conosce. La mia non vuole essere una critica, non lo conosco e non penso sia una cosa strana perché di allenatori che hanno tempo per vedere il campionato austriaco non ce ne sono. Non a caso nelle società ci sono sette-otto scout che fanno questo di lavoro, al Chelsea ce n’erano più di trenta”.
PERMANENZA? – “Io a inizio stagione ho detto che rimanevo qui a tutti i costi e che avrei sopportato tutto. È successo più di quanto pensavo. L’unica cosa che mi fa star male è che abbiamo un popolo meraviglioso. Pensare che sarà difficile dargli soddisfazioni mi pesa. Se resto? Ho dato la mia parola al popolo laziale. Quindi penso proprio di si. Il mercato non è finito, penso la società possa fare ancora tante cose”.
ANCORA SU GUENDOUZI – “Può fare grandi partite e sottotono, ma dal punto di vista dell’applicazione è una garanzia. Visto che fino a oggi è con noi, io faccio la formazione in base a chi è con noi oggi, del futuro non mi interessa. Io lo consideravo uno dei 7-8 giocatori su cui costruire la Lazio del futuro. È dura trattenere giocatori quando ricevono certe offerte”.
UNDER 25 – “Se mi fai l’elenco dei giocatori, non lo so. Io sto preparando le partite, non mi metto a chiamare il direttore ogni giorno chiedendo aggiornamenti sul mercato? Under 25 va benissimo, preferirei italiani, ma capisco che il mercato interno è estremamente difficile”.
CESSIONI – “Castellanos e Guendouzi erano molto importanti per noi, se arrivano delle offerte di stipendi che noi non possiamo pareggiare e né avvicinare, è chiaro che vogliono andare via. Guendouzi era una dei 7-8 su cui pensavo di costruire la squadra, il giocatore mi ha spiegato tutte le motivazioni e sono comprensibili”.
RASPADORI – “Ci ho parlato tempo fa come in tante altre situazioni dicendogli solo quello che secondo me è un centravanti, lo pensa anche lui. Non ho fatto una trattativa per lui, ci ho parlato diverse settimane fa”.
E PARLA LOTITO – Dopo la partita ha parlato anche il presidente della Lazio Lotito: “Abbiamo già preso un attaccante, che riteniamo molto forte. Abbiamo una zona scout che lavora 24 ore su 24, abbiamo attenzionato tutta una serie di giocatori. Non è arrivato per caso. È stato seguito passo passo, abbiamo mandato degli osservatori per vederlo contro il Bologna. Guendouzi ha deciso di andare via, lo capiamo perché la Lazio non gioca le coppe. Lui voleva tornare in Nazionale e dunque fare un’esperienza diversa. In sostituzione di lui abbiamo preso un giocatore che è il numero 10 dell’Ajax, molto più giovane e qualitativamente molto forte. Il mercato non è chiuso, stiamo lavorando. Vogliamo ringiovanire la rosa”. I due acquisti a cui fa riferimento Lotito sono l’attaccante Ratkov e il centrocampista dell’Ajax Kennety Taylor.
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