di
Sara Bettoni e Floriana Rullo
Dall’ospedale Niguarda di Milano: «Ci sono miglioramenti lievi per i feriti. Per 4 interventi sono stati usati 13 mila centimetri quadrati di pelle»
«Leonardo, ogni passo che farai, fallo con gioia… Forza, coraggio! Le persone come te sono miracolose, la speranza è di fianco a te e tu ce la farai». Fuori dal liceo Virgilio di Milano, una lunga fila di cuori di carta riporta i messaggi scritti dagli alunni della vicina scuola primaria. Sono dedicati agli studenti 16enni della 3D rimasti feriti nell’incendio di San Silvestro a Crans-Montana. Tre di loro sono ricoverati all’ospedale Niguarda, dove sono stati trasferiti nei giorni scorsi grazie a un ponte aereo tra Svizzera e Italia.
Uno invece, il Leonardo a cui è rivolto il messaggio nel cuore, è a Zurigo. Le sue condizioni sono serie e il quadro clinico non è ancora stabile: lo ha certificato ieri l’équipe di medici che lo ha visitato. Finora è stato impossibile caricarlo in elicottero per riportarlo a Milano, come è avvenuto per i compagni di classe. Mamma e papà, che sono accanto a lui a Zurigo, sono seguiti dagli psicologi. A casa, gli amici lo aspettano con ansia.
A Zurigo resta anche Elsa, la 15enne di Biella rimasta altrettanto ustionata nell’incendio. La giovane, studentessa al liceo linguistico di Biella, ha ustioni sul 70% del corpo e si trova in coma in terapia intensiva. Martedì ha subito un delicato intervento. Le sue condizioni restano gravi ma stazionarie. «Ci vorranno giorni per capire se l’intervento è riuscito. È ancora in prognosi riservata, sta lottando con tutte le sue forze. Nelle prossime due settimane i medici non possono esprimersi sugli esiti». Lorenzo, il papà, resta accanto alla figlia, così come mamma Isabella e la zia Francesca. L’intervento comunque è il primo passo per uscire dalle gravi condizioni riportate. «La strada per il recupero è lunga — dice il padre—. Per ora Elsa è seguita in modo esemplare e non risulta trasportabile in Italia. Non lo sarà per lungo tempo. Sinceramente speriamo possa avere continuità di cure in questa struttura. Al momento non desideriamo nessun tipo di trasferimento. È chiaro che quando sarà stabile veramente, e ci vorrà purtroppo del tempo, decideremo dove portarla». E poi aggiunge: «Quello che posso dire è che la protezione civile italiana è veramente presente, stanno dando supporto continuo, non possiamo che ringraziare, certo che il dolore è immenso e la disperazione continua, però dall’Italia sta arrivando tanto tanto aiuto».
Gli altri tre coetanei milanesi che frequentano con Leonardo la 3D, Kean, Sofia e Francesca, in cura nell’ospedale milanese, rimangono in prognosi riservata. Sono 11 i feriti in totale seguiti dalla Terapia intensiva, quella semi intensiva e dal Centro ustioni del Niguarda. Sono tutti minorenni, tranne due donne di 29 e 55 anni. Tre sono stati portati in sala operatoria ieri. E in questa settimana quattro sono stati sottoposti a interventi per coprire le ustioni con la cute proveniente dalla Banca dei tessuti: in totale, sono stati usati 13 mila centimetri quadrati di pelle. Alcuni, però, hanno fatto registrare lievi cenni di miglioramento, come spiegano dal Niguarda.
Rimangono critiche le condizioni di tre persone in particolare, a causa delle ustioni riportate e di danni importanti a livello polmonare provocati dalle inalazioni: per respirare hanno bisogno del supporto delle macchine.
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8 gennaio 2026 ( modifica il 8 gennaio 2026 | 10:41)
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