I ciclisti possono pedalare in coppia oppure no? È uno dei principali motivi del contendere tra automobilisti e ciclisti, anche se non il solo.
Attualmente il Codice della Strada lo consente solo in contesti urbani e se le condizioni della circolazione lo permettono, mentre è sempre vietato fuori dai centri abitati, a meno che non si accompagni un minore.

Per chi va in bici è una norma difficile da comprendere (e da accettare), ma a breve qualcosa potrebbe cambiare grazie alla Proposta di Legge n. 2489, di cui l’On. Roberto Pella, presidente della Lega Ciclismo Professionistico e vicepresidente dell’Anci (l’associazione dei comuni italiani) è stato primo firmatario.

pedalare in coppia

La proposta di legge in questione non è una novità, visto che è stata presentata il 30 giugno 2025, ma è tornata d’attualità in questi giorni, poiché secondo le dichiarazioni di Roberto Pella potrebbe essere approvata nei primi mesi dell’anno.

Uno dei punti chiave, come anticipato, è la possibilità per i ciclisti di pedalare affiancati (max 2), all’interno di gruppi composti da un massimo di 10 persone, anche fuori dai centri abitati, purché la larghezza della carreggiata sia tale da consentire il sorpasso garantendo la distanza minima di 1,5 metri.

pedalare in coppiaFoto SpecializedUna Proposta di Legge condivisa

Così come per la modifica all’articolo 9 del Codice della Strada in merito alla semplificazione organizzativa delle corse, avvenuta sempre su iniziativa del deputato Roberto Pella (Forza  Italia) e approvata all’unanimità in Parlamento lo scorso maggio, anche la proposta di legge n. 2489 è stata condivisa e sottoscritta da tutti i rappresentanti delle forze politiche: il presidente della Commissione Trasporti, Salvatore Deidda (Fratelli d’Italia), e tutti i capigruppo di maggioranza – Carmine Fabio Raimondo (FdI), Elena Maccanti (Lega), Andrea Caroppo (FI), Franco Tirelli (Noi Moderati) – e di opposizione – Anthony Emanuele Barbagallo (PD), Antonino Iaria (M5S), Giulia Pastorella (Azione), Luca Pastorino (Gruppo Misto), Maria Chiara Gadda (Italia Viva) e Franco Manes (Minoranze Linguistiche).

Inoltre, dal deposito del disegno di legge dello scorso luglio, si sono intensificati molteplici incontri: direttori di corsa, organizzatori delle più importanti corse italiane, come ad esempio RCS Sport, l’Associazione Direttori Sportivi (ADISPRO), l’Associazione Corridori Ciclisti Professionisti (ACCPI), le associazioni a tutela dei ciclisti, i presidenti delle Commissioni della Lega del Ciclismo Professionistico (di cui Pella è presidente) e la Federazione Ciclistica Italiana.

Oltre ad esperti di organizzazione e direzione delle corse, sono stati coinvolti attivamente coloro che il ciclismo lo praticano da sempre, essendone autentici protagonisti, tra cui Francesco Moser, Giuseppe Saronni (vicepresidente della Lega Ciclismo Professionistico), Gianni Bugno, Maurizio Fondriest, Alessandro Ballan, Paolo Bettini, Claudio Chiappucci e Vincenzo Nibali.

pedalare in coppia proposta di leggePedalare in coppia ma non solo: i punti chiave della Proposta di Legge n. 2489 

La proposta di legge n. 2489 non prevede solo la possibilità per i ciclisti di pedalare in coppia fuori dai centri abitati (cosa già possibile in altri Paesi europei), ma è composta da 4 articoli che toccano diversi temi interessanti, anche se alcuni per ora non sono del tutto chiari nelle potenziali modalità di esecuzione:

  • Autorizzazione della scorta tecnica per gli atleti in allenamento. Si tratta di un’opportunità che non interessa tanto i cicloamatori, quanto i giovani e i professionisti in allenamento, che in questo modo, soprattutto su certe strade, potrebbero pedalare più sicuri.

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  • • Telaio con numero di identificazione: i velocipedi prodotti a decorrere dal 1° gennaio 2026 dovranno essere dotati di un numero di identificazione impresso sul telaio, annotato presso i registri della Direzione generale per la motorizzazione, con riferimento alle generalità dell’acquirente e degli eventuali successivi proprietari. Questo al momento è il punto che solleva maggiori perplessità, non tanto per la natura dell’obbligo, quanto perché non è ancora chiaro quali implicazioni comporterà per il consumatore finale e in quali circostanze. Inoltre, la proposta non è ancora stata approvata e dunque come funziona la questione per le bici prodotte in questi primi mesi del 2026?
  • Pedalare in coppia: se la strada è sufficientemente larga da consentire il sorpasso con almeno 1,5 metri di distanza laterale, i ciclisti potranno pedalare affiancati (al massimo in fila per due) anche fuori dai centri abitati (per quanto strano, ad oggi il CdS lo ammette solo nei centri urbani). I gruppi potranno essere al massimo di 10 persone. Questa novità, che supererebbe l’obbligo di fila indiana sulle strade extraurbane, mira a rendere i ciclisti più visibili, ad evitare sorpassi azzardati dove non c’è spazio laterale e a ridurre i tempi del sorpasso stesso, visto che i gruppi risulterebbero più compatti.
  • Casco obbligatorio per chi usa calzature vincolate e per i minorenni: chi utilizza biciclette con pedali o scarpe con tacchetti che fissano i piedi al mezzo (in pratica tutti coloro che usano la bici per sport) dovranno indossare il casco, tenendolo correttamente allacciato. Il casco è sempre obbligatorio per chi ha meno di 18 anni, sia che utilizzi la bicicletta sia che venga trasportato. Non c’è molto da aggiungere, abbiamo parlato spesso dell’importanza del casco e si tratterebbe di una normativa che rende obbligo una prassi ormai consolidata. Anzi, a nostro avviso andrebbe estesa a tutti i tipi di bicicletta.

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  • Obbligo di luci: i ciclisti dovranno avere accesa una luce posteriore rossa sempre visibile, in ogni condizione di giorno o di notte. Sulle bici sportive, di notte, devono essere presenti anche luci anteriori bianche. Anche qui, come al punto precedente, non c’è molto da aggiungere. La visibilità del ciclista è un fattore chiave per aumentarne la sicurezza e ben venga dunque l’obbligo di luci anche di giorno.
  • Formazione e cultura della sicurezza: l’ultimo punto inserito all’interno della Proposta di Legge 2489 prevede che all’interno dei corsi e dei test per il conseguimento della patente di guida siano inseriti contenuti riguardanti la sicurezza dei ciclisti e il rispetto degli stessi da parte degli altri utenti della strada. Un aspetto chiave, che punta a sensibilizzare le giovani generazioni e a promuovere il rispetto reciproco, indispensabile per la convivenza pacifica in strada.

Se volete saperne di più, QUI trovate il testo completo della Proposta di Legge n. 2489 per la sicurezza dei ciclisti.

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