BRINDISI – Il tribunale di Brindisi ha accolto il ricorso per sequestro conservativo dei beni mobili e immobili del titolare della Jd Travel, l’agenzia di viaggi al centro della causa intentata da decine di famiglie che avevano pagato per una crociera a bordo della Msc (del tutto estranea al procedimento), ma non sono mai partite. Il provvedimento, a firma del giudice Caterina Greco, scaturisce, in particolare, dalle iniziative legali intraprese da 16 turisti che avevano acquistato crociere la cui partenza era prevista per il 13, 14 e 21 settembre. I ricorrenti sono assistiti dall’associazione nazionale “Dalla parte del consumatore”, presieduta dall’avvocato Emilio Graziuso.
Il medesimo legale assiste altre decine di famiglie che avevano acquistato pacchetti vacanze per varie mete, fra cui Sharm El Skeik, Miami, Giappone e Tenerife, per un totale di 174 persone, ripartite fra 72 nuclei familiari, assistite dall’associazione. Il bubbone è scoppiato lo scorso settembre, scatenando un autentico terremoto di ci cui in città si è passato per giorni. Nel frattempo l’agenzia, con sede in via Osanna, ha chiuso i battenti.
Tornando al caso delle crociere mai effettuate, il tribunale di Brindisi ha accolto in pieno la linea difensiva sostenuta dall’avvocato Emilio Graziuso, riconoscendo: il fumus boni iuris dato dal “rapporto contrattuale tra le parti dedotto in giudizio – silegge nel provvedimento. rispetto al quale può dirsi integrato, in base ad un giudizio sommario e pronostico, il diritto di credito dei ricorrenti a fronte del mancato adempimento della controprestazione da parte del resistente”; il pericolo, nelle more del processo ordinario, di depauperamento del proprio patrimonio da parte del titolare dell’agenzia di viaggio
Il provvedimento di sequestro fa quindi tirare un respiro di sollievo ai turisti coinvolti nella vicenda che hanno deciso di agire giudizialmente per la tutela dei propri diritti, potendo bloccare il patrimonio, composto da beni mobili ed immobili, del titolare dell’agenzia, sino all’esito del processo di risarcimento pendente sempre dinnanzi al Tribunale di Brindisi.
Il titolare, tramite un comunicati diramato lo scorso settembre, ha escluso in materia categorica di aver voluto truffare i propri clienti. A proposito della crociera saltata, ha parlato di overbooking dovuto “esclusivamente a disfunzioni del nostro (dell’agenzia, ndr) sistema interno di assegnazione, che non hanno consentito di rilevare tempestivamente l’anomalia né di avvisare per tempo i partecipanti”.
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