di
Giuseppe Guastella
La sfilata dei testimoni e il ruolo del figlio dei proprietari, che avrebbe sfondato una vetrata della veranda. Montano le polemiche per il mancato arresto dei titolari e per le mancate dimissioni di Sindaco e consiglio comunale
Dall’esterno sembra che tutto sia congelato alle prime ore dopo la strage di Capodanno. È come se a Crans-Montana il tempo si fosse fermato in ciò che resta del disco-bar Le Constellation, da dove arriva in strada ancora forte l’odore del rogo. Sono invece in piena corsa le audizioni dei testimoni, mentre montano le polemiche per il mancato arresto dei titolari e per le mancate dimissioni di Sindaco e consiglio comunale. Non solo in Svizzera.
Come è di regola, gli inquirenti sentono i testimoni dai primi momenti dopo il disastro. Si parla di 100/200 sopravvissuti, dei soccorritori e dei responsabili dei controlli sulla sicurezza. Ci vorranno giorni, se non settimane, per definire un quadro accettabile di quello che è accaduto, ma il modo di condurre le indagini della procuratrice cantonale Béatrice Pilloud sul più grave disastro della storia recente elvetica solleva polemiche anche nell’austera Svizzera e negli altri paesi di provenienza delle vittime.
«Non si abbandona la nave quando il mare è in tempesta», ha ripetuto il sindaco Nicolas Féraud, ma con il passare delle ore aumentano coloro che lo invitano a fare un passo indietro e a dimettersi dopo che ha ammesso che dal 2020 non sono stati fatti controlli al locale di rue Centrale, se si esclude due interventi per un maniglione antipanico nella veranda. In Svizzera ciascuno dei 26 Cantoni ha una legge antincendio, la maggior parte gestisce direttamente i controlli. Nel Vallese sono i singoli Comuni a fare le verifiche e Crans-Montana ha delegato una ditta privata che ne ha eseguite appena 40 in esercizi pubblici sulle 1.430 totali. Se negli ultimi 5 anni un ispettore fosse andato a Le Constellation forse si sarebbe reso conto che non era solo un bar, ma una specie di discoteca dove entravano molte più delle 240 persone consentite dalla licenza.
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Féraud ha detto che non sapeva che non ci fossero stati controlli e che lì si ballasse, per il Comune quello era un semplice bar, anche dopo la profonda ristrutturazione che nel 2015 aveva trasformato il piano interrato con l’applicazione i pannelli fonoassorbenti al soffitto, tanto basso che hanno preso fuoco da una cascata di scintille infilata nel collo di una bottiglia di champagne portata in trionfo. Come nessuno si è accorto che mancava l’impianto antincendio obbligatorio se si fa musica. Tema molto problematico questo per il Comune: secondo vari giuristi, rischia di essere chiamato a rispondere, per omissioni presunte, di concorso nei reati contestai ai gestori, i coniugi Jacques e Jessica Moretti (omicidio, lesioni e incendio colposi) e pagare risarcimenti per molte decine di milioni di franchi, che potrebbero mettere in crisi anche la ricca amministrazione di Crans-Montana.
Dalle testimonianze emerge che, quella tragica sera, anche ragazzi minorenni sarebbero potuti entrare liberamente nel locale, oltre le 22 e senza essere controllati, da una porta laterale dotata di un codice pin. Si parla pure del video di una telecamera di sorveglianza in cui si vedrebbe Jessica Moretti fuggire ustionata a un braccio mentre porta via la cassa e del figlio che, dicono, abbia sfondato una delle vetrate in plastica della veranda esterna.
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8 gennaio 2026 ( modifica il 8 gennaio 2026 | 10:37)
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