Il pronto soccorso dell’ospedale di Cattinara è intasato di pazienti e Asugi corre ai ripari per riuscire a garantire il servizio. Nelle ultime ore l’afflusso di persone alle prese con i picchi di polmonite e, in generale, con i consueti mali di stagione (oltre alla chiusura di molti studi dei medici di base), ha mandato in tilt le corsie e l’azienda sanitaria starebbe lavorando alla possibilità di trasferire numerose persone in altre strutture, come Pineta del Carso e alla Salus. Molte di queste, per far fronte all’emergenza, sarebbero state posizionate sui lettini nei corridoi, in ragione della mancanza di letti. 

Questa mattina a Cattinara ci sono oltre 80 persone in trattamento e dieci in attesa, mentre il pronto soccorso dell’ospedale Maggiore risulta quasi libero, con tre persone in fila e altre tre in trattamento. I codici azzurri sono quelli che indicano un tempo medio di attesa più alto: si parla di tre ore e mezza, mentre per i codici arancione, di media gravità, l’attesa è di un’ora. Decine di pazienti verranno trasferiti, come menzionato, in altre strutture. 

I dati di accesso ai pronto soccorso di Cattinara e MaggioreI dati di accesso ai ps di Cattinara e MaggioreLa posizione dei dem

Sull’intasamento di Cattinara è intervenuta anche la segretaria regionale del Partito democratico, Caterina Conti. “La Giunta Fedriga – afferma la dem – sembra quasi cadere dalle nuvole ogni volta che si verificano intasamenti ai pronto soccorso regionali. Nella migliore delle ipotesi si sostiene che è tutto normale e sotto controllo, ci si rifugia nei picchi influenzali oppure si getta la colpa sui cittadini accusandoli di fare un uso improprio del pronto soccorso, come se qualcuno potesse scegliere con leggerezza di trascorrere molte ore in quelle strutture intasate, già sapendo cosa lo aspetta”. 

Per Conti la giunta regionale dovrebbe riconoscere “l’insufficienza dei provvedimenti presi negli ultimi otto anni, così che i cittadini sono costretti a rivolgersi ai pronto soccorso in assenza di altre risposte territoriali. E vorremmo che Fedriga e Riccardi cominciassero a fare qualcosa, anche se non lavoreranno per un loro mandato futuro. Visti i risultati, la carenza drammatica di medici di famiglia e nelle guardie mediche è un problema mai affrontato con la necessaria determinazione”.