di
Alessandro Fulloni

L’annuncio straziato del club svizzero: «Hanno indossato i nostri colori, hanno condiviso spogliatoi, risate, impegno e sogni». La madre del 16enne, Laetitia Brodard-Sitre, allena la sezione femminile del club, 400 tesserati

A pensarci, sotto certi aspetti non è troppo diverso da ciò che accadde il 4 maggio 1949. Solo che quella sera, quando sulla collina di Superga si schiantò, a bordo di un aereo, il Grande Torino, morirono dei giocatori fortissimi, già leggendari, attorno ai trent’anni. Nella notte di Capodanno, in rue Centrale a Crans-Montana, tra le 40 vittime del rogo al «Le Constellation», ci sono anche sette calciatori delle giovanili del Lutry Football Club, tra i 15 e i 18 anni, tutti, forse, con il sogno di diventarlo, dei campioni. Altri cinque compagni di squadra sono ricoverati, in gravi condizioni, nei reparti «grandi ustioni» degli ospedali svizzeri di Losanna e Zurigo e in quello tedesco di Lipsia.  

La cittadina di Lutry, che conta 10.800 abitanti nel canton Vaud in Svizzera, adesso è semplicemente annichilita. Il quotidiano francese Le Monde, che ha mandato un suo inviato speciale, Serge Enderlin, a descrivere l’atmosfera in quel borgo medievale e che in questi giorni è innevato, parla di una comunità, che, sbigottita, ha scoperto il dolore «quando la stampa locale ha iniziato a pubblicare i necrologi» un giorno dopo l’altro. Ma nelle ore immediatamente successive a quella tragedia un filo di speranza, lievissimo, forse c’era. Si parlava ancora di dispersi e qualcuno di certo ricorderà la mamma di una delle sette vittime, Laetitia Brodard-Sitre, tra l’altro responsabile della squadra femminile del club, mentre fermava i passanti lungo rue Centrale mostrando la foto del figlio Arthur, 16 anni, sul telefonino. «Lo avete visto?» chiedeva fiduciosa. Ma poi si è arresa. E a pubblicato anche lei l’annuncio funebre. Fatto sta che a un certo punto è diventato «chiaro che le vittime, inizialmente considerate “scomparse”, provenivano dalla città e dai suoi dintorni». 



















































I calciatori erano al «Le Constellation», dove avevano prenotato un tavolo, per festeggiare. Amici in campo e fuori, visto che la maggior parte frequentava la stessa scuola, la scuola privata Champittet di Pully, sobborgo a est di Losanna. In un comunicato, il Lutry scrive che quei ragazzi con la casacca biancorossa «hanno indossato i nostri colori, condiviso spogliatoi, risate, impegno e sogni. La loro presenza ha lasciato il segno nel club e rimarrà per sempre nei nostri ricordi». «Pensiamo anche con immensa emozione ai nostri cinque giovani infortunati, che ora lottano per la vita», ha detto a Le Monde Stéphane Bise, il presidente del club che conta 22 squadre e quasi 400 membri, rendendolo la più grande associazione locale. Nei prossimi giorni uno psicologo incontrerà i più giovani. In calendario, i funerali. Per il resto, solo dolore.

8 gennaio 2026 ( modifica il 8 gennaio 2026 | 12:41)