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Mettendo insieme una coppia di attori famosissimi, una proprietà intellettuale dal successo decennale e trasversale, una campagna di marketing efficacissima, uno stile provocatorio e temi di stretta attualità, questo film è riuscito a realizzare un incasso mondiale di 1,5 miliardi di dollari, conquistando il primo posto al box office mondiale nel 2023.
Stiamo parlando di Barbie di Greta Gerwig, con Margot Robbie e Ryan Gosling nei panni dei giocattoli Mattel Barbie e Ken.
Il film è ora disponibile gratuitamente con pubblicità su Mediaset Infinity a questo indirizzo, ma solo per pochi giorni.
Su Esquire, abbiamo parlato della battaglia di meme che ha unito le campagne promozionali di Barbie e Oppenheimer, il film di Christopher Nolan che, pur non avendo scalzato Barbie dalla vetta del botteghino, si è rivelato il campione degli Oscar 2024. Del fenomeno social del Barbenheimer abbiamo parlato qui, aggiornando i lettori sulle conseguenze giapponesi di un mash-up imprevedibile e inventandoci i meme del futuro sulla stessa linea.

Barbie, com’è? La recensione del film con Margot Robbie
Barbie è stato recensito da Stanlio Kubrick, mentre Gianluca Didino ha parlato del problema di Ken.
Avete presente le operazioni di -washing (white-, green-, sports-) che vi fanno tanto arrabbiare? Quando un’azienda fa una scelta performativa e superficiale per segnalare la sua virtù e nascondere in questo modo i suoi veri scheletri di polvere sotto il tappeto dell’armadio? E a voi questa cosa indigna perché vi dovreste vergognare a mettere l’arcobaleno nel vostro nuovo logo aziendale quando poi non assumete persone non eterosessuali perché la policy aziendale lo vieta? Ecco, Barbie è un film su questa roba. Non solo su questa roba, ma di sicuro anche, il che lo mette nella bizzarra posizione di essere un’opera critica verso sé stessa e la corporazione che le sta alle spalle e la finanzia, la quale a sua volta accetta di buon grado di diventare il bersaglio di alcuni degli strali più virulenti del film al punto che durante la visione un paio di volte mi sono chiesto come abbiano fatto certe scene a ottenere il Pollice Corporate In Su. È forse anche questo, a modo suo, un tentativo di -washing? Autocriticawashing? Chi ha partecipato all’operazione è una rivoluzionaria o una complice del capitale?
La recensione continua qui.
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Guardo film e gioco a videogiochi, da un certo punto della vita in poi ho iniziato anche a scriverne. Mi affascinano gli angolini sperduti di internet, la grafica dei primi videogiochi in 3D e le immagini che ricadono sotto l’ombrello per nulla definito della dicitura aesthetic, rispetto alle quali porto avanti un’attività di catalogazione compulsiva che ha come punto d’arrivo alcuni profili Instagram. La serie TV con l’estetica migliore (e quella migliore in assoluto) è comunque X-Files, che non ho mai finito per non concepire il pensiero “non esistono altre puntate di X-Files da vedere per il resto della mia vita”. Stessa cosa con Evangelion (il manga).
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