L’influenza travolge Roma e il Lazio e fa salire il numero degli accessi ai pronto soccorso, già piuttosto sotto stress durante le festività natalizie. Il quadro aggiornato arriva dall’ultimo report della Sorveglianza integrata dei virus respiratori RespiVirnet, coordinata dall’Istituto superiore di Sanità, datato 2 gennaio 2026.
In una settimana (quella che va dal 22 al 28 dicembre, ultimo dato disponibile) nel Lazio si sono contati 4219 casi di infezioni respiratorie acute, il numero più alto tra le regioni italiane, con un’incidenza (numero di casi ogni mille assistiti) pari a 17.08, ben più alta di quella nazionale, che si ferma a 14.52.
Influenza: la situazione nel Lazio
Andando più nel dettaglio, in una settimana nella nostra regione si sono registrati 4219 casi, con un’incidenza che è tra le più alte in Italia. A essere più colpiti, ancora una volta, sono i più piccoli, ovvero i bambini fino a 4 anni. Una fascia di età, questa, in cui l’incidenza è pari a 48.95. Segue poi il gruppo 5-14 anni, con 888 casi e un’incidenza di 28.71; mentre nella fascia 15-24 anni i casi sono 452 (incidenza: 19.74). E i numeri si fanno più bassi man mano che si sale con l’età: nel gruppo 25-44 si contano 797 casi e un’incidenza di 16.26; tra i 45 e i 64 anni l’incidenza è ancora più bassa, 12.89 (per 938 casi). Infine negli over 65 si contano 520 casi e un’incidenza di 8.87.
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Numeri questi, viene specificato nel rapporto, che potrebbero essere sottostimati “a causa di una riduzione nel numero di visite e di dati trasmessi in concomitanza con le festività natalizie”. A fornire i numeri sono infatti i medici di medicina generale e i pediatri che fanno parte della rete sentinella epidemiologica di RespiVirNet.
La variante K ancora dominante
Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, “le analisi di sequenziamento condotte sul gene HA di virus influenzali A(H3N2) – si legge nel rapporto – attualmente circolanti in Italia evidenziano che nell’ambito del più ampio clade 2a.3a.1, il subclade K è nettamente prevalente”. Tradotto: la variante K del ceppo A(H3N2) è ancora dominante.
Si manifesta anche con problemi gastrointestinali, oltre ai classici tosse, febbre, mal di testa, stanchezza marcata e dolori muscolari. Nei bambini possono presentarsi nausea e diarrea, mentre nei soggetti più fragili le complicanze possono richiedere l’intervento medico
Pronto soccorso presi d’assalto
Ed è proprio l’aumento dei casi di influenza a contribuire in maniera significativa a mettere sotto stress i pronto soccorso di Roma e del Lazio. Alle 10.40 di oggi, giovedì 8 gennaio, si contano già 2500 accessi. Di cui 146 al Gemelli, 128 all’Umberto I e 122 al Policlinico Tor Vergata. E la giornata è appena iniziata.
Una situazione già denunciata dai sindacati Fp Cgil e Uil Fpl che denunciano la presenza, nei principali ospedali della Capitale, di “livelli di congestione senza nessun precedente”. Un quadro allarmante che, secondo i sindacati, non sarebbe però da imputare tanto all’influenza. Si tratterebbe, invece, “dell’effetto di anni di tagli, riduzioni e mancanza di investimenti”.