Girando pagina rispetto all’anno appena concluso dobbiamo purtroppo segnalare un dato che non fa piacere. Gli incidenti ai ciclisti sono aumentati anche a dispetto delle nuove regole del Codice della Strada che promettevano miglioramenti. L’andamento non fa che confermare la situazione e le preoccupazioni già espresse con le nuove regole.
>>> Nuove regole e falsa illusione di sicurezza
Il confronto tra il 2025 e il 2024 restituisce un quadro chiaro: nel 2025 la sicurezza stradale per i ciclisti è peggiorata. L’analisi dei dati annuali e progressivi mostra un aumento del numero di vittime e una continuità del fenomeno che esclude l’ipotesi di un andamento episodico o legato a singole anomalie stagionali.
Andamento generale
Il 2024 si era chiuso con oltre 200 ciclisti morti sulle strade italiane, un dato già elevato e in linea con una tendenza negativa pluriennale. Nel 2025 il numero complessivo di vittime ha superato quello dell’anno precedente, attestandosi su un livello più alto già prima della conclusione dell’anno solare.
Il superamento anticipato del dato 2024 indica una crescita strutturale del fenomeno, non compensata da fasi di rallentamento significative nel corso dell’anno.
>>> Atlante dell’incidentalità ciclistica
Distribuzione temporale
Nel confronto mese su mese, il 2025 presenta valori superiori al 2024 in gran parte dell’anno. L’incremento è particolarmente evidente:
- nel periodo primaverile, con l’aumento della circolazione ciclistica;
- nei mesi estivi, tradizionalmente caratterizzati dal maggior numero di incidenti;
- nella fase autunnale, dove non si osserva una riduzione tale da riequilibrare il dato annuale.
La distribuzione temporale conferma che l’aumento delle vittime non è concentrato in un singolo trimestre, ma si sviluppa lungo l’intero arco dell’anno.
Distribuzione territoriale
Come nel 2024, anche nel 2025 il maggior numero di incidenti mortali che coinvolgono ciclisti si concentra nelle regioni con più alta densità di popolazione e traffico veicolare. Le aree urbane e periurbane ad alto scorrimento e le strade extraurbane rappresentano i contesti più critici.
Il dato territoriale risulta coerente con quello dell’anno precedente, segnalando una persistenza delle aree a rischio, senza evidenti miglioramenti legati a interventi infrastrutturali o regolatori.
Dinamica degli incidenti
Il confronto tra i due anni non evidenzia variazioni significative nella tipologia degli incidenti. Restano prevalenti:
- collisioni con autoveicoli;
- coinvolgimento di mezzi pesanti sulle arterie principali;
- investimenti durante manovre di svolta o immissione;
- incidenti su carreggiate prive di spazi dedicati o con separazione insufficiente.
Questo elemento rafforza l’ipotesi che l’aumento delle vittime nel 2025 non sia dovuto a nuove dinamiche, ma alla permanenza di criticità già note. Tra queste, segnaliamo, la maggior parte degli incidenti ha come causa l’eccesso di velocità, come sottolinea ASAPS.
Fattori di contesto
Nel confronto tra 2024 e 2025 emergono alcuni fattori costanti:
- incremento dell’uso della bicicletta, sia per mobilità quotidiana sia per attività sportiva;
- infrastrutture ciclabili frammentate e spesso non integrate nella rete stradale principale;
- convivenza problematica tra veicoli a motore e utenti vulnerabili, soprattutto su strade progettate in funzione del traffico automobilistico;
- assenza di un calo significativo delle velocità medie nei contesti più critici.
- Il contesto complessivo non mostra elementi tali da compensare l’aumento dell’esposizione al rischio.
Valutazione complessiva
Il confronto tra 2024 e 2025 indica che le politiche e le misure adottate non hanno prodotto un miglioramento misurabile della sicurezza dei ciclisti. Al contrario, l’aumento delle vittime suggerisce un peggioramento del quadro generale. Per completezza di informazione, il dato è in peggioramento dal 2023.
Dal punto di vista analitico, il 2025 si colloca al di sopra dei valori già elevati del 2024, rafforzando l’idea di una criticità strutturale e non congiunturale.
Il raffronto tra i due anni evidenzia un trend negativo consolidato. Il dato 2025 non rappresenta una deviazione isolata, ma la prosecuzione e l’aggravamento di una tendenza già in atto. In assenza di interventi sistemici sulla progettazione stradale, sulla gestione delle velocità e sulla tutela degli utenti vulnerabili, il rischio è che il confronto con gli anni successivi confermi ulteriori peggioramenti.