C’è una cosa che Victoria Cabello ha e che molti suoi colleghi non hanno: la capacità di mettersi sullo stesso piano dei suoi ospiti senza farsi troppi problemi a dire la cosa sbagliata. A Victoria Cabello, però, gli ospiti hanno sempre perdonato tutto perché è sempre stata evidente sia la sua voglia di giocare che la volontà di creare qualcosa di nuovo che diverta entrambi, sia chi confeziona la gang che chi vi partecipa. È sempre stato questo il motivo del suo successo, ed è sempre questo il motivo per il quale Fuori di Cabello, il suo pimo vodcast prodotto da Dopcast e realizzato con la collaborazione di Audentes, funziona così bene.

Alla classica logica del podcast – un ospite che si sottopone alle domande di un intervistatore, spesso mai troppo ficcanti – Victoria Cabello aggiunge il suo, ovvero la voglia di spingersi oltre e di creare con chi intervista una sinergia tutta particolare, basata soprattutto su ciò di cui non si parla mai troppo volentieri e che non si vedeva l’ora di tirare fuori. Con Alessandro Borghese, per esempio, Victoria tira fuori subito l’artiglieria pesante provocandolo sul fatto che a casa sua non muova un dito – un suggerimento della moglie Wilma – e permettendo così a Borghese di rompere gli argini e di essere un fiume in piena.