Neanche il tempo di dare l’ultimo saluto a Brigitte Bardot – scomparsa lo scorso 28 dicembre all’età 91 anni e sepolta ieri nella tomba di famiglia nel cimitero marino di Saint-Tropez – ed ecco che si viene a sapere che sull’eredità dell’attrice sarà (doppia) battaglia legale. Il patrimonio di B.B., stimato in 69,5 milioni di euro e destinato in larghissima parte alla Fondation Brigitte Bardot – ente creato dalla diva nel 1986 per la tutela e il recupero degli animali – sarebbe infatti al centro di due procedimenti distinti avviati dall’unico figlio Nicolas-Jacques Charrier e dall’ultimo marito Bernard d’Ormale, entrambi presenti ieri ai funerali. Entrambi contesterebbero, come racconta Il Messaggero, le disposizioni testamentarie lasciate dall’icona del cinema.
Una quota pari a circa il 20% del patrimonio della star sarebbe costituita da 9-10 milioni di euro in titoli di Stato italiani, tedeschi, francesi e spagnoli, oltre a fondi d’investimento. Poi ci sono diritti, beni vari e immobili tra cui spicca La Madrague, la tenuta sulla Costa Azzurra stimata tra i 25 e i 30 milioni di euro: nel 1991 Bardot ne donò la nuda proprietà alla sua fondazione, che oggi accudisce circa 300 animali tra cani, gatti, capre, pecore, maiali, cavalli e fauna selvatica ferita o salvata.
Al figlio Nicolas, nato nel 1960 dal matrimonio con l’attore Jacques Charrier, sarebbe stata destinata una quota pari a circa il 15% del patrimonio complessivo. Una percentuale che, secondo indiscrezioni, lo avrebbe spinto a impugnare il testamento. Ultimo capitolo del tormentatissimo rapporto tra madre e figlio. Quando alla fine degli anni Cinquanta rimase incinta, Brigitte non aveva alcun desiderio di maternità. Tanto che nella sua autobiografia Initiales BB (1996) mise nero su bianco parole pesanti: «Sicuramente non era il momento di avere un figlio. Avevo pensieri suicidi ogni tre minuti, non facevo altro che cose stupide, ma non si può scegliere. Il momento era sbagliato e tutti ne hanno sofferto (…) Avrei preferito partorire un cagnolino». Dopo l’uscita del libro Nicolas citò in giudizio la madre per violazione del suo diritto alla privacy.
A partire dagli anni Novanta i due erano riusciti a riavvicinarsi, tanto che ieri è stato proprio il sessantacinquenne Nicolas ad accogliere la salma della mamma nella chiesa di Notre-Dame de l’Assomption. Ora però veniamo a sapere che l’uomo, ritenendo violato il suo diritto successorio, avrebbe impugnato il testamento. Nicolas ha diritto per legge a una quota minima dell’eredità, perché in Francia i figli sono eredi «forzosi». Nel caso di un solo figlio, come quello di Bardot, la quota di riserva è pari alla metà dell’eredità. Negli ultimi anni della sua vita, tuttavia, l’attrice aveva effettuato donazioni rilevanti alla sua fondazione, riducendo la porzione destinata al figlio. È su questo punto che si concentrerà con ogni probabilità il contenzioso, destinato a diventare una battaglia giudiziaria complessa.
Diverso il caso del quarto marito della diva, Bernard d’Ormale. L’ex politico e imprenditore, sposato con B.B. dal 1992, avrebbe avviato una causa parallela pur non essendo, secondo il diritto francese, titolare automatico di una quota di legittima in presenza di un figlio. La sua azione giudiziaria si muove su un piano distinto e dovrà confrontarsi con una normativa che limita fortemente i diritti successori del coniuge quando esistono discendenti diretti.