Una fantastica serata con grandi ospiti: Next Generation Educational, il progetto realizzato da A Better Basketball in collaborazione con LBA per i settori giovanili delle società di Serie A che partecipano alla IBSA NextGen Cup, ha chiuso il doppio appuntamento di Rimini con il workshop dedicato ai giocatori Under 19.
Protagonisti Andrea Bargnani, oggi LBA Executive Advisor ma con una carriera importante alle spalle nella NBA, Flavio Tranquillo, giornalista di Sky Sport e voce della NBA in Italia, e la dottoressa Elena Vannacci dell’Area Orientamento di Umana Spa, partner di LBA e da sempre vicina al progetto Next Generation Educational giunto ormai alla sesta edizione.
Dopo il saluto di Matteo Merlini, direttore marketing di Rivierabanca che ha ospitato l’evento, la dottoressa Vannacci ha illustrato ai ragazzi nel suo intervento dal titolo “Allenati alla ricerca del lavoro” come affrontare al meglio un momento decisivo della vita di ogni persona, l’impatto col mondo dei “grandi”. “Concentratevi sulle vostre qualità – ha detto la dottoressa Vannacci –: sono le soft skills, che avete sicuramente perché non ve le dà la scuola, ma il vostro percorso nella vita. Sono importantissime perché, fin dai primi colloqui, la differenza la farete voi come persone e per le competenze trasversali che avrete acquisito. In questo, essere degli sportivi, vi dà un grande vantaggio”.
Anche Andrea Bargnani, dopo avere ricordato alcuni momenti e le sensazioni della sua lunga carriera, ha focalizzato il suo intervento sui successi e le soddisfazioni che sta ottenendo dopo aver smesso di giocare: “Mi sono ritirato molto presto, a 31 anni, perché nelle ultime 4 stagioni nella NBA gli infortuni mi hanno costretto a saltare più partite di quante ne abbia potute disputare. Io sono un iperattivo, non riesco a stare fermo ed è stato proprio in un momento che ho vissuto malissimo mentalmente perché non giocavo che ho avuto il tempo per dedicarmi a studiare cose extra basket che, però, mi piacevano e appassionavano. Ho iniziato ‘ingaggiando’ dei professori dell’Università di Toronto per approfondire il marketing, ho poi studiato all’INSEAD in Francia, alla Luiss, alla Bocconi”. Oggi Bargnani è un imprenditore che ha riportato all’interno del basket, come LBA Executive Advisor, le conoscenze maturate prima in campo e poi nel mondo del lavoro. “Il consiglio che do ai ragazzi è di seguire sempre la passione. So che sembra troppo facile che sia io a dirlo che col basket ho guadagnato tanto, ma non ho mai fatto una scelta pensando ai soldi. L’anno in cui sono stato più triste e depresso, a New York, guadagnavo un milione al mese. I miei ricordi più belli sono tutti legati alla soddisfazione di aver costruito qualcosa di figo, di bello, di utile. Noi sportivi siamo avvantaggiati, perché fin da ragazzini, a 13 o 14 anni, lavoriamo: per imparare, migliorare, essere competitivi più degli avversari, facendo sacrifici per ottenere dei risultati. Non bisogna perdere questo vantaggio che abbiamo nei confronti degli altri”.
Flavio Tranquillo ha preso spunto nel suo intervento intitolato “Scommesse e consapevolezza” da quanto sta accadendo nella NBA nello scandalo sul gioco d’azzardo e le scommesse che ha coinvolto personaggi come Billups o Rozier, per calare i ragazzi nella realtà dello sport odierno, che vede crescere vorticosamente il giro miliardario delle scommesse sportive. Che, attraendo anche la malavita organizzata, possono mettere i giocatori di fronte a situazioni eticamente e economicamente ardue da gestire senza la consapevolezza necessaria. Sottolineando come, anche senza scommettere o partecipare ad atti di illecito sportivo, tutti i giocatori, anche i più giovani, siano potenziali obbiettivi sensibili: “Non sono io che voglio insegnarvi cosa dovete o non dovete fare della vostra vita – ha detto Tranquillo – questo è il vostro gioco. Ma dovete sapere che potrebbe accadere domani mattina che qualcuno vi chieda informazioni apparentemente innocenti su cosa, ad esempio, è successo nel vostro spogliatoio, se uno ha litigato con l’allenatore o sicuramente giocherà o non giocherà la prossima partita. Queste sono informazioni che oggi, in America, possono valere milioni di dollari, e qui centinaia di migliaia di Euro, per chi organizza scommesse quasi sempre, in questi casi, illecite. Se accade, dovete sapere prima come comportarvi non solo per la paura di commettere quello che è a tutti gli effetti un reato penale. Potete scegliere cosa fare, ma se il vostro è un no a dare certe informazioni, deve essere netto e per sempre. Non importa se chi ve le chiede lo conoscete, è simpatico o e un vostro amico”.
Gli interventi della tappa di Rimini della Next Generation Educational saranno disponibili sulle pagine social di A Better Basketball.