Springfield è da sempre un luogo sospeso nel tempo, un universo dove tutto sembra immutabile eppure, stagione dopo stagione, qualcosa cambia silenziosamente. Homer resta sul divano con la sua birra, Marge continua a tenere insieme la famiglia, Bart non cresce mai davvero e Lisa rimane la coscienza critica della città. Eppure, mentre i protagonisti restano identici a se stessi, il mondo che li circonda perde e acquista pezzi, saluta volti storici e ne introduce di nuovi, riscrivendo lentamente la mappa emotiva di una delle serie più longeve della televisione. È in questo equilibrio tra permanenza e trasformazione che si inserisce una delle notizie più sorprendenti degli ultimi anni per i fan de I Simpson.
Nel corso della trentasettesima stagione, la serie ha infatti cancellato uno dei suoi personaggi più iconici e riconoscibili: Duffman. Nell’episodio 13, intitolato Seperance e costruito come una parodia della serie Severance, Barry Duffman – questo il suo vero nome – annuncia ufficialmente il ritiro dal ruolo di mascotte e portavoce della Duff Beer, marchio fittizio diventato negli anni uno dei simboli stessi di Springfield. Entrando in casa Simpson, Duffman pronuncia quello che sembra un ultimo, ironico saluto: «Ho due parole da dirvi. Oh… yeah!». Subito dopo, però, precisa che quel tormentone non gli appartiene più. «La Duff Corporation ha ritirato quel personaggio per sempre. Tutte le vecchie forme di pubblicità ora sono superate. Portavoce aziendali, annunci sulla carta stampata, spot televisivi. I ragazzi di oggi non sanno nemmeno cantare i jingle».
Durante il resto dell’episodio, Duffman continua ad apparire, ma senza il suo iconico costume fatto di mantello rosso, occhiali da sole e cintura piena di lattine. Al suo posto indossa abiti civili, ispirati all’estetica di Severance, mentre tenta di reclutare Homer in una misteriosa azienda chiamata EOD. Un dettaglio visivo che rafforza il messaggio narrativo: la mascotte è stata davvero archiviata, almeno all’interno della storia.
Introdotto per la prima volta nel 1997 nell’episodio The City of New York vs. Homer Simpson, Duffman è stato doppiato per tutta la sua esistenza da Hank Azaria, diventando celebre per il suo entusiasmo caricaturale e per il suo grido “Oh yeah!”. Proprio Azaria, negli anni, aveva ammesso che quel personaggio fosse tra i più faticosi da interpretare. «Duffman mi distrugge in un secondo», aveva raccontato nel 2020, spiegando di doverlo sempre tenere per ultimo durante le sessioni di doppiaggio. «Fa davvero male, ma non mi sto lamentando».
La reazione dei fan non si è fatta attendere, tra messaggi di incredulità e ironia sui social, a dimostrazione di quanto Duffman fosse entrato nell’immaginario collettivo. La sua uscita di scena arriva a pochi mesi di distanza da un altro addio importante, quello di Alice Glick, storica organista della Prima Chiesa di Springfield, scomparsa definitivamente nella stessa stagione. Un ulteriore segnale di come I Simpson, pur restando fedeli a se stessi, continuino a ridefinire il loro mondo, pezzo dopo pezzo.
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