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Non è il destino di tutti gli innovatori andare incontro a un successo immediato. Proprio una visione all’avanguardia mette chi innova su un piano avanzato rispetto al pubblico, pubblico che non sempre si accorge degli stimoli più interessanti e capaci di interpretare il presente. Per questo capita che i grandi artisti vadano incontro a un successo differito. È il caso dei Queen. Furono i pionieri del glam rock, ma rischiarono di restare nell’ombra quando una concezione barocca e scenograficamente potente della musica divenne mainstream.
“Eravamo molto concentrati sul nostro mondo, fin dall’inizio – dichiarò il chitarrista Brian May nel 1993 – sapevamo cosa accadeva intorno a noi, ma eravamo molto più interessati alle nostre cose. Non prestavamo molta attenzione a nessun altro”. E ancora: “Quando abbiamo iniziato, nessun altro stava su un palco dedicando tanto tempo ai costumi, alle luci e all’appeal drammatico di uno spettacolo”.
David Bowie e i Roxy Music. “Mi sono sentito frustrato”
Parlando del glam rock: “Avevamo passato due anni a sbattere la testa contro il muro, cercando di farci ascoltare, [poi] era diventato un trend. Non perché altri ci avessero copiato. Erano semplicemente allo stesso punto nello stesso momento. Ricordo di essermi sentito così frustrato quando David Bowie e i Roxy Music stavano davvero abbattendo barriere. Pensavamo: ‘Dio, siamo ancora bloccati cercando di far uscire il nostro album. Sono passati 18 mesi!'”.
Bob King//Getty Images
È interessante come May non riconduca ai Queen l’invenzione di un sottogenere musicale, sottolineando invece come certi stimoli fossero in un certo senso dell’aria, in modo da poter essere canalizzati da diversi musicisti, in diversi luoghi, ma nello stesso momento. Quando il treno del glam rock prese velocità, i Queen riuscirono a raggiungerlo e a salirci a bordo. Questo tuttavia non avvenne immediatamente, e per un po’ si videro superati da Bowie e i Roxy Music, vivendo la loro condizione arretrata con una comprensibilissima apprensione.
La band finì per collaborare con alcuni degli artisti sospinti dall’ondata del glam rock. È il caso ad esempio di David Bowie, con il quale Freddie Mercury scrisse Under Pressure passando per una competitiva lavorazione durante cui entrambi fecero sfoggio di professionalità e competenza. L’abbiamo raccontata qui.
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Guardo film e gioco a videogiochi, da un certo punto della vita in poi ho iniziato anche a scriverne. Mi affascinano gli angolini sperduti di internet, la grafica dei primi videogiochi in 3D e le immagini che ricadono sotto l’ombrello per nulla definito della dicitura aesthetic, rispetto alle quali porto avanti un’attività di catalogazione compulsiva che ha come punto d’arrivo alcuni profili Instagram. La serie TV con l’estetica migliore (e quella migliore in assoluto) è comunque X-Files, che non ho mai finito per non concepire il pensiero “non esistono altre puntate di X-Files da vedere per il resto della mia vita”. Stessa cosa con Evangelion (il manga).


