L’esplosione dei casi di influenza ha messo in crisi gli ospedali, in città e provincia. Gli accessi sono cresciuti, così come è cresciuta l’attesa dei pazienti prima della visita. A mezzogiorno l’indice medio di sovraffollamento in 12 strutture, compresi i pronto soccorso pediatrici era del 210% con un estremo del 408% come nel caso del Buccheri La Ferla. In realtà il virus stagionale ha solo amplificato un problema diffuso anche nel resto dell’anno. Non è dunque tutta colpa dell’influenza. “Questa narrazione rischia di essere fuorviante, se non addirittura pericolosa. Il sovraffollamento non è un fenomeno nuovo, né episodico. Al contrario, i pronto soccorso della città lavorano stabilmente oltre il cento per cento della capacità per tutto l’anno, in una condizione cronica che nulla ha a che vedere con le sole contingenze stagionali”, commenta Aurelio Guerriero, segretario provinciale del Nursind, sindacato degli infermieri.
L’influenza, secondo Guerriero, “ha certamente accentuato il fenomeno, ma nei pronto soccorso il sovraffollamento c’è anche in altri momenti. Se adesso l’indice medio è del 200%, in genere durante l’anno si attesta sul 150%”. Resta il fatto che il presidente della Regione Renato Schifani ha convocato il manager di Villa Sofia Alessandro Mazzara chiedendogli un report sui motivi che hanno allungato i tempi di attesa dei pazienti al pronto soccorso, e che il Policlinico ha attivato una task force per contrastare l’emergenza. Ma per il segretario provinciale del Nursind qualcosa non torna. “Il sospetto – dice – è che l’attuale clamore mediatico serva più a giustificare nuove scelte dirigenziali o riorganizzazioni di vertice, come l’assegnazione di nuove caselle di direttore generale, piuttosto che ad affrontare il cuore del problema”.
Innegabile, però, che i pronto soccorso siano in grande difficoltà. Poco dopo mezzogiorno, secondo i dati di 12 ospedali della città e della provincia, raccolti da prontosoccorso.live, l’indice di sovraffollamento ha toccato punte di oltre il 400%, come nel caso del Buccheri La Ferla, e ha superato il 300% all’Ingrassia. Va meglio, ma c’è poco da sorridere, negli altri ospedali. Al Policlinico, dove sono state attivate misure straordinarie per ridurre i tempi di attesa al pronto soccorso, alla stessa ora l’indice di sovraffollamento toccava l’apice del 230% con 16 pazienti in attesa, 32 in trattamento e 100 carichi urgenti. Al Cervello la percentuale di sovraffollamento era del 200% (11 pazienti in attesa e 39 in totale nella struttura); al Civico indice del 192% (24 pazienti in attesa, 28 in trattamento, 29 in osservazione), mentre a Villa Sofia si è registrato “solo” il 173% di sovraffollamento (8 pazienti in attesa, 52 nella struttura).
Situazione allarmante anche in provincia. Al Cimino di Termini Imerese, per esempio, il pronto soccorso ha raggiunto la percentuale di sovraffollamento del 275% (4 pazienti in attesa e 25 in trattamento) mentre a Partinico ha toccato il 254% (4 pazienti in attesa, 30 in trattamento, 3 in osservazione). Se non è tutta colpa dell’influenza, il Nursind individua le cause del caos negli ospedali nella “quasi totale assenza di risposte da parte del territorio”. Guerriero fa alcuni esempi: “Medicina territoriale inefficace, carenza di filtri, mancanza di percorsi alternativi al pronto soccorso: è qui che si origina l’ingolfamento delle aree di emergenza, non dentro i reparti ospedalieri già allo stremo. Nel frattempo, però, non si può continuare a chiedere miracoli a chi lavora in prima linea”.
Il caso sanitario si è trasformato subito in un caso politico. Per Nuccio di Paola, coordinatore regionale di M5S e vice presidente dell’Ars, il sistema è ormai al collasso. “Denunciamo da tempo carenze strutturali in tutti gli ospedali siciliani, scelte e investimenti errati di un governo che procede troppo lentamente sulle case e sugli ospedali di comunità, fondamentali come filtro a supporto degli ospedali. Denunciamo un governo che proroga i comandati invece di destinare ogni risorsa economica e fisica sul campo, nei corridoi dei reparti e degli ospedali. Denunciamo un Governo che fa passare un anno per nominare i vertici della più grande Asp della Sicilia, un governo che taglia le liste d’attesa solo con i comunicati stampa”.
Puntano il dito contro la gestione della Sanità anche Cisl Medici e Cisl Palermo Trapani. “Dopo quasi sei anni dall’emergenza Covid nulla è cambiato, invece di programmare una riorganizzazione di tutta la sanità territoriale, nuovi posti letto con organici adeguati, rilanciare la medicina territoriale che è in pratica assente tanto da sovraccaricare i flussi in entrata nei pronto soccorso dei nosocomi della nostra città, siamo punto e a capo. Basta un picco influenzale per mandare in tilt tutta la rete ospedaliera palermitana”, affermano Giorgia Vitello segretaria generale Cisl Medici Palermo Trapani e Federica Badami segretaria generale Cisl Palermo Trapani.
E ancora: “Sono migliaia i pazienti che da settimane si rivolgono ai pronto soccorso cittadini, molti dei quali perché non ottengono assistenza dalla medicina territoriale, soprattutto nei periodi festivi. E in tutto questo, i medici insieme a tutto il personale sanitario vengono sottoposti a turni massacranti senza poter dare di fatto risposte a tutti i pazienti a causa della mancanza dei posti letto nei reparti. Ricorrere ad interventi tampone come task force, può servire nell’immediato ma il tema vero è la mancata programmazione, e pensare che una parte delle misure previste dal Pnrr erano proprio destinate a migliorare la sanità territoriale ad esempio gli ospedali di comunità”.