Gli Stati Uniti si stanno “progressivamente allontanando” da alcuni alleati storici e “si svincolano dalle regole internazionali”. A 5 giorni dall’attacco al Venezuela, a 24 ore dal sequestro di due petroliere della fotta ombra russa e mentre l’amministrazione Trump continua a ripetere al mondo di voler prendere possesso della Groenlandia, il presidente francese Emmanuel Macron fa sentire con forza la propria voce in occasione del tradizionale discorso di inizio anno davanti al corpo diplomatico al palazzo dell’Eliseo. Un intervento che assume il valore di presa di posizione sul nuovo equilibrio globale e un appello agli altri paesi dell’Unione europea.
In un momento di tensioni crescenti tra Stati Uniti, Cina e altri attori globali le dinamiche internazionali stanno entrando in una fase pericolosa, segnata da una crescente logica di forza e da una crisi evidente del multilateralismo, è il sottotesto dell’intero discorso. Nelle relazioni diplomatiche contemporanee è sempre più presente una forma di “aggressione neocoloniale” e “le istituzioni del multilateralismo funzionano sempre meno efficacemente”, ha deplorato Macron, avvertendo che il mondo sembra avviarsi verso “un sistema di grandi potenze con una reale tentazione di spartirsi il pianeta”.
“Noi rifiutiamo il nuovo colonialismo e il nuovo imperialismo, ma rifiutiamo anche la vassalizzazione e il disfattismo”, ha detto il presidente francese, rivendicando i risultati ottenuti dalla Francia e dall’Europa negli ultimi anni. “Ciò che siamo riusciti a fare va nella direzione giusta: più autonomia strategica, meno dipendenza rispetto agli Stati Uniti come rispetto alla Cina”, ha aggiunto, indicando l’autonomia europea come risposta alla competizione tra grandi potenze.
Macron ha poi denunciato apertamente quella che ha definito la “legge del più forte”. Nel suo discorso agli ambasciatori, il presidente ha evocato immagini forti: “È il più grande disordine, la legge del più forte, e ogni giorno la gente si chiede se la Groenlandia sarà invasa, se il Canada sarà minacciato di diventare il 51° Stato degli Stati Uniti o se Taiwan sarà ulteriormente circondata”. Un passaggio che sottolinea il clima di incertezza globale e la percezione di un mondo “sempre più disfunzionale”, in cui Stati Uniti e Cina, secondo Macron, mostrano “una reale tentazione di dividersi il mondo tra loro”.
Nel suo intervento, il presidente francese ha anche esortato l’Europa a “difendere” e “consolidare” la normativa europea sul digitale, come il Digital Services Act (Dsa), apertamente contestata da Washington e da alcuni magnati del web, tra cui Elon Musk, sottolineando la centralità delle regole europee per la tutela della democrazia e dei diritti dei cittadini. “Le normative europee Dsa e Dmca sono due regolamentazioni da difendere, da consolidare”, ha dichiarato il presidente, evocando lo “scudo democratico europeo” preparato dalla Commissione Ue in materia digitale e grandi piattaforme online.
Il riferimento è anche a una recente tensione diplomatica con Washington. Il 24 dicembre, la Francia ha denunciato “con la più grande fermezza” la decisione degli Stati Uniti di imporre sanzioni, sotto forma di restrizioni all’accesso sul territorio americano, a cinque personalità europee, tra cui l’ex commissario Ue Thierry Breton, coinvolte nell’elaborazione della regolamentazione europea sul digitale. In una nota ufficiale, Parigi ha ricordato che il Digital Services Act è stato adottato “in modo libero e sovrano” dall’Unione europea, per garantire che ciò che è illegale offline lo sia anche online, proteggendo lo Stato di diritto e il confronto democratico.