Sabrina Ferilli contro il revenge porn, cioè la diffusione non autorizzata di video intimi, e gli altri pericoli della rete. Una battaglia, questa, in cui l’attrice mette tutto il suo carisma, il proverbiale talento capace di spaziare dal dramma alla leggerezza e l’impegno civile che la caratterizza sia sul set sia nella vita. Parte stasera su Canale 5 A testa alta – il coraggio di una donna, la serie in tre puntate di cui l’attrice, diretta da Giacomo Martelli, è la determinata protagonista. 

Siamo in un piccolo paese laziale affacciato sul lago (le riprese si sono svolte ad Anguillara): Sabrina interpreta Virginia, la preside del liceo severa ma premiata dalle istituzioni e rispettata da tutti per la sua dedizione alla scuola e per il suo impegno a contrastare la dipendenza digitale dei ragazzi attraverso progetti culturali alternativi. Ma la vita della donna viene stravolta quando comincia a circolare sul web un video ”rubato” in cui lei compare in atteggiamenti intimi con un uomo diverso dal marito, che da tempo la trascura: scoppia lo scandalo, parte la macchina del fango, la comunità chiede le dimissioni di Virginia, rifiutata anche dal figlio.

Chi ha realizzato quel filmato e perché diffondendolo ha voluto colpire la preside modello? Mentre il racconto assume un incalzante ritmo da thriller, Virginia denuncia l’abuso, appoggiata dalla sorella poliziotta, e si batte perché il responsabile venga punito come prevede la legge: lei, che ha dedicato la vita alla scuola, è vittima e non colpevole. Con questa nuova, potente interpretazione Ferilli porta in primo piano il revenge porn, una piaga sociale che in Italia ha già fatto due milioni di vittime, il 70 per cento delle quali donne. Ciascun video rubato può essere visto all’infinito da milioni e milioni di persone e, poiché molte vittime non hanno il coraggio di denunciare, il fenomeno avrebbe dimensioni ancora più drammatiche. E incontrollabili, come il caso della giovane Tiziana Cantone che nel 2016 si tolse la vita dopo la diffusione di un suo filmato intimo. 

Ne ha sentito parlare?
«Certo, ed è proprio a lei che dedico A testa alta».

Cosa l’ha spinta, Sabrina, a interpretare la serie? 
«Il suo forte impatto sociale. Si tratta del mio terzo progetto con Mediaset improntato all’impegno civile. Nel 2019, in L’amore strappato, combattevo contro l’errore giudiziario che mi aveva strappato una figlia. Due anni dopo, con Svegliati amore mio, denunciavamo i danni arrecati alla salute delle persone dalle polveri sottili di un’acciaieria. A testa alta chiude la trilogia». 

E perché avete scelto di affrontare il revenge porn? 
«Insieme con i bravissimi sceneggiatori, ho individuato questo tema che mi sembrava di estrema attualità e gravità. La rete ha una funzione positiva perché informa, ma al tempo stesso può avere ripercussioni devastanti. Come il revenge porn, un fenomeno esploso negli ultimi anni e su cui bisognava assolutamente riflettere».

Come giudica il suo personaggio?
«A differenza di tante eroine che ho interpretato in passato, Virginia è una donna che, imbarcandosi in una relazione extraconiugale, ha un atteggiamento discutibile. Ma questo riguarda solo la sua coscienza, non può ripercuotersi sul lavoro e i rapporti personali. Nessuno ha il diritto di giudicarla, tantomeno di condannarla perché ha avuto un momento di debolezza. E lei, pur soffrendo, non cede alle pressioni ma lotta per smascherare i colpevoli».

Come si è documentata? 
«Ho parlato con esponenti della Polizia Postale che combatte il revenge porn e con una giovane vittima scoprendo che il coraggio di denunciare sta aumentando. Il messaggio della serie va proprio in questa direzione: non fatevi travolgere dalla vergogna, denunciate!». 

Che rapporto ha con i social?
«Ho un profilo Instagram (da un milione e 400mila follower, ndr) con cui, affidandomi a dei professionisti, comunico esclusivamente il mio lavoro. I social vanno maneggiati con cura e proprio per questo lancio una proposta».

Quale? 
«Introduciamo nelle scuole l’educazione digitale per insegnare ai ragazzi ad usare i social e soprattutto a schivarne i pericoli. Navigare senza istruzioni è come guidare una Ferrari senza avere la patente».

L’impegno civile è imprescindibile nel suo lavoro?
«Nel cinema ho girato film di ogni tipo. Ma in tv, un mezzo molto popolare, sono sempre contenta se posso interpretare personaggi destinati a capire meglio la nostra società». 

È su Prime Video con ”Gigolò per caso 2”, la vedremo in ”Gloria 2” e nel film ”Notte prima degli esami 2026” sarà una professoressa cattivissima: che effetto le fa?
«Ho accettato con piacere di girare questo sequel diretto da Tommaso Renzoni nel ruolo che fu del grandioso Giorgio Faletti nel film originale. Un mito per due generazioni». 

Le piacerebbe diventare regista? 
«Nemmeno per sogno. So leggere una sceneggiatura, ma la regia non fa per me. Molto meglio fare l’attrice».


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